Pensionamento d’ufficio e anzianità contributiva

Antonio  – sono un docente di ruolo nella secondaria superiore, vorrei raccontare quanto mi è accaduto pochi giorni or sono a scuola. Vengo chiamato dal DS il quale mi comunica , verbalmente, che la segreteria ha visionato la mia posizione di carriera e ha visto che il prossimo anno , al 31 agosto 2016 , avrò compiuto 43 anni di servizio e 14 giorni. Mentre al 31/12/2016 , avrò la veneranda anzianità di servizio di 43 anni 4 mesi e 14 giorni. La comunicazione verbale mi è stata fatta anticipatamente per  preparare tutta la documentazione necessaria per la domanda di pensione del prossimo anno. Premesso che compirò 62 anni il 12 /7/2015  e che ancora non ho riscattato i quattro anni di laurea ( divenuti circa due …visto che più resto meno riscatto) visto che sono già al massimo del gradone da tempo , considerata una certa mia particolare situazione economica ; ho risposto al DS che non intendo chiedere di andare in pensione dato che ho ancora due anni per raggiungere i 65 anni di età. Per tutta risposta , mi ha comunicato il giorno stesso , telefonicamente che è impossibile che io possa rimanere in servizio perchè raggiungo il massimo consentito. Ora vorrei sapere se è vero che non posso rimanere in servizio , oppure non riscattando la laurea posso restare altri due anni? La ringrazio anticipatamente della cortese risposta.

FP – Gentile Antonio,

in premessa, in merito alla richiesta sul pensionamento forzato, le segnalo che questo può avvenire per:
a) età anagrafica;
b) anzianità contributiva.

Considerata l’età e l’ anzianità di servizio, il suo pensionamento d’ufficio, potrebbe rientrare nella casistica individuata al punto b).

Per essere dimessi d’ufficio secondo secondo l’ anzianità contributiva, bisogna ricevere comunicazione, da parte dell’Amministrazione, con un preavviso di almeno  6 mesi, stante l’ultima circolare MIUR sulle pensioni. Pertanto: notifica entro il 28/2/2016 per il pensionamento con decorrenza 1/9/2016.

Di seguito si indicano i requisiti per il 2016, per il pensionamento coatto legato al servizio:
a) uomini e donne: 40 anni se al 31/12/2011 avevano maturato i requisiti per la pensione;
b) uomini 42 anni e 10 mesi;
c) donne  41 anni e 10 mesi.

Preciso che le dimissioni d’ufficio sono valide se l’anzianità maturata è documentata.

Per completezza di informazione, sul pensionamento d’ufficio per anzianità, le segnalo, di seguito, alcune parti della nota prot.18851 dello scorso dicembre del MIUR (nota sulle pensioni con decorrenza 1/9/2015. Pertanto valido il discorso di logica, con eccezione dei requisiti):
“ Il comma 5 dell’ articolo 1, come modificato in sede di conversione del decreto legge n. 90/2014, ha generalizzato la disciplina relativa alla risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro contenuta nell’articolo 72, comma Il, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, prima applicabile solo fino al 31 dicembre 2014.Tale facoltà può essere esercitata, con preavviso di sei mesi, anche nei  confronti del personale con qualifica dirigenziale, con
decisione motivata,  esplicitando i criteri di scelta e senza pregiudizio per la funzionale  erogazione dei servizi:
– al compimento dei 40 anni di anzianità contributiva, nei confronti di coloro che abbiano maturato i requisiti per il diritto a pensione entro il 31 dicembre 2011;
– al compimento, entro il 31 agosto 2015, dell’anzianità contributiva di 41 anni e 6 mesi per le donne o 42 anni e 6 mesi per gli uomini.”

Come sostiene la nota: “tale facoltà può essere esercitata….” e pertanto non è un obbligo.

Pertanto considerata la sua prossima anzianità contributiva al 31/8/2016 (43 anni di servizio),  qualora ricorrono le condizioni di cui sopra, il Dirigente Scolastico può metterla in pensione d’ufficio, tenuto conto di quanto disciplinato dalla normativa citata nella nota MIUR appena indicata.

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