Debito formativo ad alunno con diagnosi di DSA

Giuseppina – Oggi in sede di scrutinio sono stata gentilmente invitata dalla DS a non dare il debito formativo di matematica ad un alunno con diagnosi di DSA. La media dei suoi voti era 4,9. Durante l’anno ho sempre applicato le misure compensative e dispensative previste e segnalate al primo consiglio di classe. La motivazione della DS è stata che non ho scritto tutte le volte in calce al testo delle verifiche i criteri di valutazione e le misure adottate e che quindi la famiglia avrebbe potuto presentare ricorso. È plausibile questa motivazione? Com’è possibile che io non abbia mai sentito una prescrizione così decisiva neanche durante il PAS l’anno scorso?!? Grazie dell’attenzione.

Lalla – gent.ma Giuseppina, la trasparenza della valutazione delle verifiche non riguarda solo le prove svolte dagli alunni DSA, ma in generale tutta la classe. Ed è un fondamento normativo (non so dove abbia svolto il corso di abilitazione).

Ti cito per la scuola secondaria di II grado (ma la situazione è uguale per tutti gli ordini di scuola)

"La valutazione, periodica e finale, costituisce una delle principali responsabilità delle scuole, anche con riguardo all’efficacia della comunicazione e del dialogo educativo con gli allievi e le loro famiglie, e deve pertanto rispondere a criteri di coerenza, motivazione, trasparenza e documentabilità rispetto a tutti gli elementi di giudizio che, acquisiti attraverso il maggior numero possibile di verifiche, hanno condotto alla sua formulazione. Si richiama a questo proposito il diritto di ciascun alunno ad una valutazione trasparente e tempestiva, principio basilare richiamato dall’art. 1 del più volte citato regolamento sulla valutazione"

Il regolamento sulla valutazione è

il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 giugno 2009 , n. 122.

Questo significa che i criteri di valutazione vanno di solito espressi nelle linee generali nel piano annuale di lavoro (anche rispettando le eventuali indicazioni del Dipartimento), nonchè per ogni singola prova va esplicitata la griglia di valutazione.

Ripeto, non solo per l’alunno DSA, ma per tutti gli alunni. E non solo per le singole prove scritte, nel piano annuale di lavoro devono essere esplicitati anche i criteri per la conduzione delle prove orali. Insomma, come richiesto dalla normativa, tutto deve essere documentato e trasparente. I criteri infatti devono essere noti anche agli alunni.

Nella mail tu non specifichi sulla base di quali criteri hai valutato le prove. La griglia di valutazione era stata consegnata insieme alla prova? La contestazione del Dirigente di apporre i criteri in calce potrebbero infatti essere nulli se comunque una griglia di valutazione esiste ed è documentabile.

Il Dirigente ha cioè ragione nel dire che "le carte" devono essere a posto, deve risultare in maniera chiara e incontrovertibile che i voti assegnati corrispondano alla griglia prefissata, e nota agli alunni.

Magari se vuoi scrivere chiarendo quali erano state le misure da te adottate, il quesito può diventare più chiaro. Non penso infatti che la contestazione del Dirigente si limitasse alla mancata trascrizione dei criteri in calce alle verifiche.

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