Obblighi a giugno, precari, ferie

Samantha – Cara Lalla, Mi è capitato, per la prima volta in dieci anni di supplenza fino al 30/6, che il dirigente, durante il collegio docenti, ha detto che tutti noi docenti dobbiamo essere in servizio a scuola per il numero di ore da contratto (ma anche in giorni
diversi) a fare attività utili per la scuola e ha fatto alcuni esempi di attività e qualche richiesta in generale (tipo riordinare la biblioteca, preparare delle comunicazioni alle famiglie/posta, ecc.).

Non mi sembra che ciò si può considerare "svolgere attività deliberate dal Collegio dei docenti" o sbaglio? Mi sembrano più attività di segreteria.

Lalla – se quella del collegio è stata una delibera, allora vi siete impegnati a svolgere tali lavori. Ci auguriamo abbiate avuto l’accortezza di verificare che le ore che farete rientrino nelle 40. Preparare le comunicazioni alle famiglie potrebbe rientrare nelle prerogative del docente (di solito lo si fa subito dopo lo scrutinio, perchè certo non è la segreteria a sapere cosa scrivere nelle lettere). Non esiste invece nella normativa il fatto che il docente debba essere impiegato in altre attività, che non rientrino in quelle che si possono fare all’interno delle 40 ore. Lo abbiamo spiegato in maniera analitica nel seguente articolo Lezioni concluse. Quali obblighi per gli insegnanti non impegnati negli esami

Ci viene da chiedere dove fossero le RSU quando in collegio si deliberava.

Samantha – Inoltre, sempre per la mia prima volta, il dirigente ha chiesto la presenza di tutti durante gli esami di stato. Dal vostro articolo ho capito che devo rimanere a disposizione, ma esiste obbligo ad essere presenti anche se non nominati?

Lalla – non concordo con la tua interpretazione. Noi abbiamo detto che le scuole adottano diverse modalità per adempiere a questo obbligo: in alcune tutti i docenti si recano a scuola solo all’inizio della prova, per appurare se ci siano sostituzioni, in altre si organizzano dei turni, in altre ancora si sta a casa assicurando la propria disponibilità. Poichè la norma dice soltanto che gli insegnanti non nominati sono a disposizione fino al 30 giugno, la presenza a scuola durante la prova scritta, per eventuale vigilanza, non può essere considerata vessazione a mio parere. Esami di Stato 2015: insegnanti a disposizione fino al 30 giugno. Nella tua scuola come ci si organizza?

Samantha – Infine, con quale coraggio si chiedono tali presenze/prestazioni ai precari con contratto al 30/6 quando per loro i giorni di sospensione della didattica vengono in pratica considerati ferie (anche se tecnicamente non sono messi in ferie d’ufficio, in pratica l’effetto è esattamente quello). Quindi facendo ciò che chiede il dirigente, noi precari al 30/6 non solo non possiamo avere la monetizazzione delle ferie ma non possiamo neanche stare a casa a giugno quando su carta ci fanno risultare in ferie obbligatoriamente?

Lalla – non è così.

Innanzitutto è illegittimo collocare il docente in ferie d’ufficio (non so quante volte abbiamo spiegato il meccanismo, e ci spiace vedere che non riusciate a farvi valere). Inoltre dal calcolo dovranno essere sottratti i giorni di sospensione delle lezioni in cui comunque il docente è impegnato in attività già programmate (collegi docenti, consigli di classe o altre attività previste) o negli scrutini e negli esami. Quello che dici tu è impossibile che avvenga (naturalmente deve risultare, da apposita firma, la tua presenza a scuola). Ferie docenti a tempo determinato: quanti giorni spettano. In quali periodi dell’anno possono essere fruite. Come avviene la monetizzazione. FAQ Orizzonte scuola

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