Congedo parentale e insorgenza della malattia. Chiarimenti per la scuola

Scuola – Buongiorno, sono un A.A. volevo dei chiarimenti in merito ad una sospensione di congedo parentale; in pratica una docente posta  in congedo parentale della figlia fino a tre anni di vita, per un  periodo di circa due mesi mi chiede la sospensione dello stesso ogni 15 giorni circa per essere posta in congedo per malattia della stessa figlia per un periodo di 7 giorni. Quello che voglio sapere è se la docente può chiedere l’interruzione del congedo parentale per la malattia della stessa figlia,  oppure trattandosi di cure della stessa bambina non si può interrompere il congedo? la ringrazio anticipatamente.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

L’INPS, con circolare n. 8/2003, ha avuto modo di chiarire che:

L’assenza dal lavoro per cause (come il congedo parentale) legate non ad una “sospensione” del rapporto di lavoro ma ad una semplice inesigibilità della relativa prestazione lavorativa non configura, agli effetti erogativi della indennità di malattia, una sospensione del rapporto di lavoro.

Per quanto riguarda il diritto al congedo parentale, si precisa che anche i periodi di malattia indennizzati o indennizzabili, che si verifichino durante il congedo parentale, devono essere considerati neutri ai fini del complessivo periodo di congedo parentale spettante.

Terminata la malattia, quindi, la fruizione del congedo parentale, salvo diverse indicazioni e comunicazioni del genitore interessato, può riprendere con o senza erogazione dell’indennità del 30% che, com’è noto, compete per complessivi 6 mesi entro 3 anni di età del bambino.

Pertanto la  malattia,  debitamente  notificata  e  documentata,  insorta  durante  il  congedo  parentale “sospende” quest’ultimo, spetta in misura intera ed il relativo periodo è considerato neutro ai fini del calcolo del periodo massimo di congedo parentale. Terminata la malattia, la fruizione del congedo parentale può riprendere salvo diversa indicazione dell’interessato.

La modifica del titolo dell’assenza, da congedo parentale a malattia, non comporta la necessità di riprendere servizio, ma solo l’interruzione della fruizione del congedo parentale in costanza di godimento e la contestuale fruizione della malattia, senza che ciò implichi alcuna soluzione di continuità del periodo di sospensione della prestazione lavorativa.

L’interessato dovrà produrre una specifica domanda (da inoltrare alla scuola via fax, con pec o raccomandata a/r) in cui dichiara che data l’insorgenza della malattia del figlio (da documentare ovviamente con apposito certificato rilasciato dallo specialista del servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato) intende “sospendere” il congedo parentale.

Alla fine del periodo di malattia il periodo di congedo parentale inizialmente richiesto sarà differito in relazione al numero di giorni di malattia figlio di cui ha usufruito: se inizialmente aveva chiesto un  periodo di congedo parentale di 30 giorni e ritiene di fruire di 3 giorni di congedo per malattia del figlio, il periodo di congedo parentale inizialmente richiesto differirà di 3 giorni (ovviamente i giorni di malattia verranno decurtati da quelli di congedo per malattia del figlio di complessiva spettanza).

Non occorre che vi sia ripresa di servizio, ciò anche in virtù della nota prot. n. 0033950/2009 il Ministero dell’economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria  Generale  dello  Stato  che ha avuto modo di chiarire che  “…appurato  il  perfezionamento  del rapporto   di  lavoro  con  la  semplice  accettazione  da  parte  del  soggetto  in  astensione obbligatoria, si ritiene che poter usufruire del congedo parentale non sia necessaria la presa di servizio. Infatti, sempre in costanza della durata del contratto di lavoro, il soggetto, al fine di ottenere i periodi dei congedo parentale, dovrà presentare la relativa domanda di norma nel rispetto  del  termine  dei  quindici  giorni  prima  della  data  di  decorrenza  del  periodo  di astensione, ciò anche a mezzo di lettera  raccomandata con avviso di ricevimento, a norma dell’art. 12, comma 7 del CCNL del 24.7.2003.”

In ultimo, il fatto che si tratti dello stesso figlio non rileva ai fini della possibilità di fruire della malattia. Si tratta infatti di due congedi diversi.

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