Esami di Stato e terza prova: deluso dai chiarimenti del Ministero

Franco – Sono uno dei tanti presidenti di commissione di esame. Anche io sono indignato a causa dell’ OM che scrivendo nell’art 19 comma 3 Nella terza prova devono essere coinvolte, entro il limite numerico determinato nell’articolo 3, comma 2, del decreto ministeriale 20 novembre 2000, n.429, tutte le discipline ….

mi impone sostanzialmente di somministrare 5 discipline. Quindi non vorrei assolutamente farlo.

Ma può una nota di un coordinatore del MIUR , di fatto, abrogare una parte di una Ordinanza Ministeriale?.

In tutti i paesi civili: NO.

E perchè in italia si possono ignorare , bellamente , le norme? Perchè la ministra non ha promulgato un’altra ordinanza che ‘smentiva’ la precedente? Perchè continuiamo a comportarci come un paese di finti idioti per cui possiamo vedere solo quello che ci conviene?

In Italia nessuno si assume le proprie responsabilità , nemmeno i giornalisti.
Non avete avuto il coraggio di chiedere una ORDINANZA di ‘rettifica’. Perchè?
Troppo difficile. Forse non l’avrebbe fatta e quindi si sarebbe dovuto danneggiare i ragazzi e questo non lo vogliamo. Meglio così, facciamo finta che la nota abbia lo stesso livello giuridico della Ordinanza … e tutti vissero felici e contenti: i ragazzi faranno 4 materie, il ministro non ha mai sbagliato!
Non è successo niente. In Italia non succede mai niente.

Perbacco siamo un popolo di santi, navigatori ed eroi … e di cialtroni.

Lalla – gent.mo Franco, mi permetto di dire che non hai ben seguito l’evolversi della vicenda.

L’ordinanza n. 11 del 29 maggio 2015 ci presenta questa novità, in contrasto con il dm n. 429 del 20 novembre 2000?

Avrebbe potuto un’ordinanza porsi in contrasto con un precedente decreto?

La risposta è no. Per questo motivo, quando il Ministero è stato avvertito dell’errore sull’ordinanza, ha emanato il comunicato in cui ha ripristinato il valore del decreto. Pertanto un’altra ordinanza non sarebbe stata necessaria, quella parte è stata annullata nel momento in cui è stato detto di fare riferimento alla fonte primaria.

Pertanto da un lato il Ministero ha ampiamente riconosciuto l’errore dell’ordinanza, dall’altro è stato evitato di penalizzare gli studenti. Noi speriamo sia d’insegnamento al Miur per predisporre le normative per tempo. Un’ordinanza sugli esami di Stato emanata il 29 maggio è assurda, per il credito negli esami di idoneità si è proceduto dicendo "sperando rimanga tutto come prima".

In ogni caso respingiamo l’accusa di cialtroneria, dal momento che ci siamo subito attivati per il chiarimento del Ministero, che è lucido e razionale.

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