Immissione in ruolo e aspettativa per altro lavoro

Silvia – sono un’ insegnante che da molti anni lavora nella scuola primaria paritaria. Sono stata immessa in ruolo dal prossimo settembre 2015. Vorrei concludere il ciclo con la mia attuale classe, la quinta. Pertanto potete chiarirmi se l’ aspettativa di un anno, prevista dall’ art. 18/3 CCNL, è un mio diritto e il dirigente della scuola a cui vengo assegnata non può rifiutarsi? Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Silvia,

L’aspettativa per motivi di lavoro o per superare un periodo di prova è espressamente prevista dal CCNL comparto Scuola che all’art. 18/3 recita:

“Il dipendente è collocato in aspettativa, a domanda, per un anno scolastico senza assegni per realizzare, l’esperienza di una diversa attività lavorativa o per superare un periodo di prova”.

L’attuale norma ha modificato in parte l’art. 18/3 rispetto al precedente CCNL (2003), omettendo le parole “nell’ambito di altro comparto della P.A.”.

Pertanto, la nuova norma offre al dipendente la possibilità di stipulare un altro contratto di lavoro presso altra amministrazione pubblica o ente pubblico o presso soggetti privati.

Per quanto riguarda l’”altra amministrazione pubblica o ente pubblico” si precisa che questi devono essere al di fuori dal comparto Scuola.

Per quanto riguarda invece l’”altro lavoro” presso soggetti privati, non vi è nessun particolare vincolo (in questo caso, per esempio, l’aspettativa può essere utilizzata anche per insegnare nelle scuole non statali com’è il tuo caso).

Nell’istanza il dipendente dovrà precisare ed attestare l’esperienza lavorativa per la quale chiede di essere collocato in aspettativa:

  • se l’esperienza lavorativa è presso un Ente pubblico, basterà un’autocertificazione a supporto della richiesta;
  • se l’esperienza lavorativa è presso un soggetto privato, è bene che il dipendente esibisca una certificazione che attesti la nuova esperienza lavorativa.

La richiesta non è subordinata al superamento dell’anno di prova e alla discrezionalità del Dirigente.

Per quest’ultimo punto la norma, infatti, prevede testualmente che il dipendente, a domanda, è collocato in aspettativa, non lasciando, pertanto, alla scuola alcun margine di discrezionalità legato a esigenze di servizio.

 

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