Il Calcolo ferie del personale ATA che usufruisce dell’Art. 59

Maria – Sono collaboratrice scolastica di ruolo dal 2004 e dal 16 settembre ho lavorato in qualità di A.A. presso altre scuole: fino all’avente diritto in un Istituto Comprensivo (scuola 1) per 36 ore sett.li, poi dal 9 marzo al 30 giugno per 6 ore sett.li nello stesso Istituto e per completamento orario 30 ore in un altro Istituto (scuola 2) su una maternità (complessive 36 sett.li). Su quest’ultima (scuola 2) ho avuto 3 contratti consecutivi, senza interruzioni fino al 30 giugno.Per motivi di servizio ho fruito solo nella “scuola 1″ di 13 gg. di ferie e di 1 F.S. poi le scuole per cui ho lavorato” hanno fatto le loro comunicazioni al mio Istituto di titolarità in qualità di C. S. che dovrebbe farmi fruire delle ferie restanti non godute. Il problema sorge perché avendo avuto diversi contratti le ferie si frazionano , e i decimali non vengono considerati, cosicché finisco per perdere 3 gg. di F.S. e 4/5 gg. di ferie. Ma avendo lavorato comunque tutto l’anno continuatamente ed essendo C.S. di ruolo è giusto che perda questi giorni? Avrei diritto a 32 gg. di ferie e 4. gg. di F.S. normalmente, e Vi chiedo: non basterebbe sottrarre i gg. fruiti e concedermi i restanti? Ma oltretutto nell’istituto dove sono titolare fanno il calcolo sul “rateo” diversamente dalle altre scuole che fanno il calcolo sui giorni di servizio prestati e mi sono sentita rispondere che, se perdo dei giorni “mi prendo le conseguenze delle scelte fatte”! Siccome sono stata già abbondantemente penalizzata, dalla nuova graduatoria di terza fascia ATA e dalle persone con titoli falsi (poi successivamente licenziate!) che mi hanno portato a fare le scelte successive, non mi sembra giusto essere penalizzata anche sulle ferie spettanti! Le sarei grata se potesse darmi una risposta al riguardo.

In attesa di una Sua risposta, porgo cordiali saluti.

di Giovanni Calandrino – Gentilissima Maria, innanzitutto si chiarisce che: Il personale con contratto a tempo indeterminato ha diritto per ogni anno di servizio a un periodo di ferie retribuito, con esclusione solo delle indennità per prestazioni aggiuntive o straordinarie che non siano corrisposte per dodici mensilità.

La durata delle ferie spettanti è di 32 giorni lavorativi l’anno. Solo per il personale che non ha maturato almeno 3 anni di servizio prestato a qualsiasi titolo le ferie sono di 30 giorni l’anno.

Nell’ipotesi che la settimana sia articolata su 5 giorni lavorativi, il sesto giorno è comunque considerato lavorativo ai fini del computo delle ferie e i giorni di ferie goduti per frazioni inferiori alla settimana vengono calcolati in ragione di 1,2 per ogni giorno fruito. Quindi un lavoratore che ha l’orario di servizio articolato su 5 giorni alla settimana, dal lunedì al venerdì, qualora usufruisca delle ferie dal lunedì al venerdì, oppure chieda 5 giorni singoli di ferie in diverse settimane, si computano 6 giorni di ferie sui 32 spettanti. In caso di servizio prestato per un periodo inferiore all’anno scolastico (ad es. nell’anno di assunzione o cessazione dal servizio) le ferie sono calcolate in proporzione dei dodicesimi di servizio prestato. La frazione di mese superiore a 15 giorni è considerata come mese intero.

Le assenze per malattia o le altre assenze retribuite, anche parzialmente, non interrompono la maturazione delle ferie né riducono quelle spettanti.

L’art. 14 del CCNL 2006-2009 ha previsto che alle ferie si aggiungono 4 giornate di riposo oltre la ricorrenza del Santo Patrono se ricadente in giornata lavorativa. Queste 4 giornate di riposo per festività soppresse vanno obbligatoriamente fruite entro l’anno scolastico di riferimento.

Poiché lei ha usufruito dell’Art. 59, in materia di calcolo ferie occorre fare riferimento alla relativa disciplina prevista dal CCNL per il personale assunto a tempo determinato. Pertanto l’unica formula di calcolo che deve eseguire per quantificare le ferie spettanti è la seguente:

365 : 30 = n° dei giorni di servizio : x

(P.S. il parametro “30” varia in base all’anzianità di servizio, infatti, si ricorda che dopo tre anni di servizio i giorni di ferie spettanti diventano “32”).

Per quanto riguarda il calcolo delle Festività Soppresse, in mancanza di norme specifiche sul conteggio delle “festività soppresse maturate” per il personale a tempo determinato, si ritiene che tale computo non possa essere diverso da quello adottato per il computo delle ferie. Infatti “vecchie” circolari che disponevano, in tali casi, un computo basato sul “numero esatto” (senza resti) sono da considerarsi superate, essendo la materia ora regolata dalla contrattazione e non più da norme unilaterali dell’Amministrazione. Pertanto, a mio avviso, anche per tali festività, si dovrà procedere tramite la proporzione: mesi di servizio/12 x 4 = n° giorni di festività maturati.

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