Adozione internazionale: diritti del padre e documentazione

Antonio  – sono un insegnante di scuola primaria di ruolo dal 2007. Tra circa due settimane io e mia moglie partiremo per la Colombia per adottare una bambina. In questi giorni mi sto occupando del congedo maternità/paternità che in questo caso, vorrei usufruirne io anziché mia moglie. Vorrei gentilmente sapere :- Come e a chi presentare la domanda. – Quanti mesi retribuiti posso usufruire e in tal caso se continuativi o anche a periodi separati In attesa di vostre gradita delucidazioni porgo distinti saluti. Antonio .

Paolo Pizzo – Gentilissimo Antonio,

La lavoratrice che adotta un minore (ai sensi degli artt. 6 e ss. della legge n. 184/1983 e successive modificazioni) ha diritto all’astensione dal lavoro per un periodo pari a cinque mesi a prescindere dall’età del minore all’atto dell’adozione. Il diritto, pertanto, è riconosciuto anche che se il minore, all’atto dell’adozione, abbia superato i sei anni di età e spetta per l’intero periodo, anche nell’ipotesi in cui durante il congedo lo stesso raggiunga la maggiore età.

La lavoratrice ha diritto al congedo per i primi cinque mesi decorrenti dal giorno successivo all’effettivo ingresso del minore nella propria famiglia.

A tale periodo deve essere aggiunto, per analogia con le madri biologiche, anche il giorno di ingresso del minore nella famiglia dell’interessata. Conseguentemente, il congedo complessivamente riconoscibile in favore delle madri adottive è pari a cinque mesi ed un giorno.

Il congedo di maternità per adozione, che non sia stato chiesto dalla lavoratrice, spetta, ai sensi dell’art.31 del DLgs n. 151/2001 (così come novellato dal comma 454 dell’art.2, L. 24 dicembre 2007, n. 244) e alle medesime condizioni, al padre lavoratore dipendente. È necessario, in ogni caso, che la madre adottiva sia lavoratrice dipendente e rinunci al congedo di maternità (circolare Inps n. 16 del 4 febbraio 2008, punto 2). Il padre lavoratore può usufruire del congedo di paternità anche in caso di morte o di grave infermità della madre ovvero di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre.

Ferma restando la durata massima complessiva del congedo (5 mesi ed un giorno), la madre adottiva può usufruire di parte del congedo di maternità anche prima dell’ingresso del minore in Italia, e cioè durante il periodo di permanenza all’estero, richiesto per l’incontro con il minore e gli adempimenti relativi alla procedura adottiva. La parte residua del congedo di maternità, che non sia stata fruita antecedentemente all’ingresso del minore in Italia, può essere utilizzata, anche in maniera frazionata, entro i cinque mesi dal giorno successivo all’ingresso medesimo. Il trattamento economico e normativo è quello che si applica al congedo di maternità della lavoratrice dipendente. La lavoratrice può tuttavia scegliere di utilizzare il congedo (senza retribuzione né indennità) di cui al punto per il periodo di permanenza all’estero, e riservare tutto il periodo di congedo di maternità per i mesi successivi all’ingresso del bambino in Italia. L’ente autorizzato che ha ricevuto l’incarico di curare la procedura di adozione certifica la durata del periodo di permanenza all’estero.

Tale congedo non retribuito spetta anche al padre, alle stesse condizioni della madre, in questo caso, però, con le nuove norme introdotte dalla legge 80/2015, perché il padre ne possa fruire la madre può anche non essere una lavoratrice.

Se rientri nei casi esposti, questa la documentazione da presentare a scuola:

copia autorizzazione rilasciata dalla Commissione per le adozioni internazionali da cui risulta la data di effettivo ingresso del minore in Italia. Nel caso in cui l’adozione o l’affidamento siano stati pronunciati nello Stato estero, allegare copia del decreto del Tribunale dei minori di trascrizione del provvedimento di adozione/affidamento nel registro dello stato civile o autocertificazione. Per i periodi di permanenza all’estero allegare la certificazione dell’Ente autorizzato a curare la procedura di adozione internazionale che attesta la durata di tali periodi.

Posted on by nella categoria Maternità e Paternità
Versione stampabile
ads ads