Congedo parentale per il “genitore solo”. Quali sono i casi.

Sara  – volevo un chiarimento in merito al quesito in oggetto. Se la madre e il padre fossero non sposati e non conviventi, alla madre spettano i 10 mesi di congedo parentale (aspettativa facoltativa) come unico genitore? Quali sono i requisiti per poterne usufruire? Cordialmente.

Paolo Pizzo – Gentilissima Sara,

ai sensi dell’art. 32, comma 1, lettere a) e b) del T.U., la madre lavoratrice ed il padre lavoratore hanno diritto al godimento di un periodo individuale massimo di congedo parentale (ex astensione facoltativa) pari, rispettivamente, a 6 mesi e a 7 mesi. Ai sensi della lett. c) del medesimo comma “qualora vi sia un solo genitore”il periodo è elevato fino a un massimo di 10 mesi.

Premetto che il T.U. in questione non fa mai riferimento ad un rapporto di coniugio come condizione per fruire dei diritti in questione, ma al “padre” e alla “madre” o al “lavoratore” e alla “lavoratrice”.

Detto questo, la risposta è quindi negativa per le seguenti considerazioni:

La situazione di “genitore solo” non è intesa come genitore non sposato o non convivente, perché anche in questo caso il padre mantiene, al pari della madre, lo stesso diritto di fruire del congedo. Ci si riferisce invece a situazioni in cui l’altro genitore è mancante oppure esiste ma non ha diritto di fruire del congedo per determinati motivi.

In sintesi rientra nella dicitura di genitore solo:

  • casi di morte dell’altro genitore;
  • abbandono del figlio o di affidamento esclusivo del figlio ad un solo genitore;
  • non riconoscimento del figlio da parte di un genitore. Nell’ipotesi di non riconoscimento del figlio da parte del padre, la madre richiedente il maggior periodo di congedo parentale, dovrà rilasciarne apposita dichiarazione di responsabilità; e ciò, anche qualora dalla certificazione anagrafica risulti che il cognome del bambino è quello della madre. A tal proposito l’INPS ricorda che la situazione di “genitore solo” viene meno con il riconoscimento del figlio da parte dell’altro genitore, circostanza che, si rammenta, deve essere portata a conoscenza sia dell’INPS che del datore di lavoro.

In ultimo ti segnalo che anche nei casi di separazione non è detto che si verifichi la situazione di “genitore single” o solo, a meno che nella sentenza di separazione non risulti che il figlio è affidato ad uno solo dei genitori.

Sono quindi tutti casi in cui deve necessariamente risultare che esista il diritto in capo ad uno solo dei genitori.

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