Congedo parentale e computo dei giorni in cui non ci sono impegni didattici

Scuola – Si richiede cortesemente risposta al seguente quesito: docente chiede congedo parentale fino al 10 settembre (giovedì) – la docente non copre venerdì perché da calendario impegni non ci sono attività. Poi ne avrebbe bisogno dal 14 settembre in poi (lunedì). La domanda è:  la segreteria deve mettere d’ufficio anche i giorni mancanti tra i due periodi come congedo parentale oppure, col fatto che venerdì non chiede niente, i due periodi rimangono divisi? Si ringrazia per la gentile collaborazione. La Segreteria.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

L’art 12/6 del Comparto scuola dispone che i periodi di assenza di congedo parentale, nel caso di fruizione continuativa, comprendono anche gli eventuali giorni festivi che ricadano all’interno degli stessi. Tale modalità di computo trova applicazione anche nel caso di fruizione frazionata, ove i diversi periodi di assenza non siano intervallati dal ritorno al lavoro del lavoratore o della lavoratrice.

Pertanto se tra due periodi di congedo parentale non intercorre almeno un giorno di lavoro effettivo, devono essere computati come congedo parentale anche i sabati e le domeniche (o i giorni festivi) collocate tra gli stessi.

Trattandosi di venerdì e quindi comunque di un giorno lavorativo a tutti gli effetti in cui però non ci sono impegni didattici (non si può neanche parlare di un periodo di “sospensione delle lezioni”), il sabato e la domenica non possono essere ricompresi nel congedo.

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