Attività dal 1 settembre all’inizio delle lezioni. Come considerarle?

Emilio – Il Piano annuale delle attività prevede ai sensi dell’art.29: fino a n. 40 ore annue per la partecipazione alle riunioni del Collegio dei  docenti, compresa l’attività di programmazione e verifica di inizio e  fine anno e l’informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini  trimestrali. Vorrei gentilmente sapere cosa si intende per programmazione di inizio  d’anno. Prima dell’inizio delle lezioni quasi tutti noi docenti siamo  stati impegnati a scuola in attività di organizzazione del materiale  didattico, studio della nuova riforma scolastica, ecc… Rientrano  queste ore nelle 40 sopra elencate o sono solo ore di servizio al di  fuori dell’attività in aula con gli alunni? Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Emilio,

si premette che le attività di insegnamento (25, o 22+2 o 18 ore) si svolgono esclusivamente in presenza degli alunni.

Pertanto nei periodi di interruzione delle attività didattiche i docenti possono essere impegnati solo:

A) Nelle attività collegiali obbligatorie definite nell’art. 29, che consistono in:
– consigli di classe, per un impegno complessivo annuo non superiore, di norma, alle 40 ore annue;
– scrutini ed esami, compresa la compilazione degli atti relativi alla valutazione;
– riunioni del Collegio dei docenti, attività di programmazione, verifica e informazione alle famiglie, fino a un massimo di 40 ore annue, con l’avvertenza che le ore eccedenti vanno retribuite con il fondo di istituto (art. 88, c. 2, lettera “d”).

B) Nelle attività aggiuntive (da svolgere su base volontaria) previste nel POF o deliberate dal Collegio dei docenti, che danno diritto al compenso orario o forfettario o in attività di aggiornamento, anche queste da svolgere su base volontaria, essendo un diritto del dipendente (art. 64, c. 1).

Pertanto sono ore che devono necessariamente rientrare nelle 40 indicate nel quesito.

 

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