Maternità e riposi per allattamento. Chiarimenti.

Daniela – Scrivo per avere alcuni chiarimenti in merito ai congedi. In sintesi la mia situazione e i miei dubbi sono questi: a giugno ho partorito, a settembre ho ricevuto nomina dal provveditore ( un incarico di dieci ore) pertanto dopo aver firmato il contratto e dopo aver completato l astensione obbligatoria, dal 12 settembre risulto in astensione facoltativa. Le chiedo per quanto tempo ne posso usufruire ( massimo sei mesi o arrivare a dieci?) e se dovessi rientrare dopo sei mesi potrei chiedere i permessi x allattamento e cosi prolungare la mia assenza? Certa di un riscontro. Cordialmente.

Paolo Pizzo – Gentilissima Daniela,

la madre lavoratrice, trascorso il periodo previsto per il congedo di maternità (già astensione obbligatoria) dopo il parto, può fruire entro l’8° anno di età del bambino (e, cioè, fino al giorno, compreso, dell’8° compleanno) di un periodo di congedo parentale, continuativo o frazionato, non superiore a 6 mesi.

Per quanto riguarda i riposi per allattamento l’art. 39 del D. Lgs. n. 151/2001, per tutte le lavoratrici sia del settore privato che per il pubblico impiego, indipendentemente dalla tipologia del rapporto di lavoro, stabilisce che la madre, dopo aver fruito del congedo di maternità, ha diritto, fino al compimento del 1° anno di età del figlio (compreso il giorno del 1° compleanno) o entro il primo anno dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato, in base al proprio orario giornaliero di lavoro, a fruire di riposi giornalieri retribuiti:

  • Se la giornata di lavoro è pari o superiore a 6 ore il riposo sarà di 2 ore (anche cumulabili);
  • Se la giornata di lavoro è inferiore a 6 ore il riposo è di 1 ora.
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