Congedo biennale per fratello o figlio. Chiarimenti

Antonia – Vista la loro competenza in materia, spero che siano così cortesi da darmi una risposta. Sono del personale ata della scuola, con contratto a tempo indeterminato da questo anno. Vorrei sapere se ho diritto a prendermi una aspettativa retribuita, e per quanto tempo, avendo due figli, senza marito, ed UN fratello con la 104. In attesa di una cortese risposta, Porto I miei piú cordiali saluti e I miei ringraziamenti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Antonia,

l’art. 42, comma 5 bis d.lgs. n. 119 del 2011 dispone che per l’assistenza allo stesso figlio con handicap, il diritto al congedo è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente. Negli stessi giorni, tuttavia, l’altro genitore non può fruire dei (tre) giorni di permesso (Legge 104) né del congedo parentale frazionato 33 (tre anni fino al compimento dell’ottavo anno di età).

Ovviamente se il docente è unico genitore fruisce del congedo per intero.

Il congedo è di due anni e il dipendente che fruisce del congedo straordinario ha diritto a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione, ma con riferimento esclusivamente alle voci fisse e continuative del trattamento.

L’indennità, pertanto, è corrisposta nella misura dell’ultima retribuzione percepita e cioè quella dell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo, con esclusione degli emolumenti variabili della retribuzione accessoria, che non abbiano, cioè, carattere fisso e continuativo.

I periodi di congedo straordinario non sono computati ai fini della maturazione di ferie, tredicesima, trattamento di fine rapporto e trattamenti di fine servizio, ma, essendo coperti da contribuzione, sono validi ai fini del calcolo dell’anzianità.

Si ricorda che come nel caso dei permessi lavorativi (art. 33, Legge 104/1992), la condizione essenziale è che il disabile sia stato accertato persona con handicap in situazione di gravità (articolo 3, comma 3 della Legge 104/1992).

Non sono ammesse, a parte per i grandi invalidi di guerra e i soggetti con sindrome di Down, certificazioni di altro genere quali ad esempio il certificato di invalidità totale con diritto all’indennità di accompagnamento o frequenza.

La norma stabilisce, da un lato che ciascuna persona in situazione di handicap grave ha diritto a due anni di assistenza a titolo di congedo straordinario da parte dei famigliari individuati dalla legge, dall’altro, il famigliare lavoratore che provvede all’assistenza può fruire di un periodo massimo di due anni di congedo per assistere i famigliari disabili.

Pertanto, il “contatore” complessivo a disposizione di ciascun dipendente è comunque quello di due anni nell’arco della vita lavorativa, a prescindere dalla causa specifica per cui il congedo è fruito.

Nel tuo caso, quindi, puoi fruirlo per tuo figlio o per tuo fratello. In quest’ultimo caso però il congedo potrà essere concesso solo nel caso tu conviva con tuo fratello (convivenza non richiesta invece nel caso di assistenza al figlio) e che il coniuge di tuo fratello o i tuoi genitori siano mancanti oppure abbiano patologie invalidanti certificate. Tutte condizioni non previste per l’assistenza a tuo figlio.

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