Congedo parentale: il Dirigente che non concede il congedo per esigenze di servizio. Sono previste delle sanzioni?

Stefania  – Sono una docente precaria di II fascia GI che dal 14/09 ha preso una supplenza fino ad avente diritto per 10 ore settimanali in una scuola secondaria. Il giorno seguente l’assunzione (15/09) ho chiesto il congedo parentale fino alla metà di novembre (sempre che il contratto duri fino a quella data) per seguire il mio bimbo di 19mesi. La dirigente stamani mi ha detto di non aver firmato la domanda perché hanno problemi a reperire supplenti e che se me ne fossi andata avrei “messo in ginocchio l’istituto”!! Martedì DOVREBBE iniziare il mio congedo: se lunedì non firma cosa devo fare? Per il bimbo in questione ho preso solo 30 giorni al 100% dopo la maternità obbligatoria, poi più nulla e mio marito non ha usufruito di tale permesso.

Paolo Pizzo – Gentilissima Stefania,

la cosa è molto grave e devo dire che in tutti questi anni di consulenza è capitata pochissime volte. Sono inoltre in contatto con molti dirigenti i quali sono molto attenti soprattutto sui diritti per la maternità/paternità e difficilmente li negherebbero, per il semplice motivo che sanno che non si può negare un congedo parentale per esigenze di servizio o perché si ha difficoltà a trovare un sostituto.

Dico questo per sottolineare la rarità del caso.

Giova quindi ricordare che nel caso del congedo parentale (art. 32 D. Lgs.n.151/2001), il dipendente è titolare di un vero e proprio diritto potestativo alla fruizione dello stesso. Pertanto, non si tratta di assenze che debbano essere autorizzate discrezionalmente dal Dirigente. Questi, infatti, deve solo verificare la sussistenza dei presupposti di legge e prendere atto del diritto ad assentarsi della dipendente.

La Suprema Corte con sentenza n. 6472 del 4 maggio 2012 ha ulteriormente chiarito che il congedo parentale si configura come un diritto potestativo costituito dal comportamento con cui il titolare realizza da solo l’interesse tutelato e a cui fa riscontro e che la fruizione del congedo parentale si interrompe allorché la lavoratrice rientra al lavoro e ricomincia a decorrere dal momento in cui la stessa riprende il periodo di astensione.

Non finisce qui.

La norma per rimarcare ancora di più tale diritto, senza possibilità di diniego da parte dell’amministrazione, ha previsto anche una sanzione:

Il rifiuto, l’opposizione o l’ostacolo all’esercizio dei diritti di assenza dal lavoro per congedo parentale, è punito con una sanzione amministrativa da euro 516 a euro 2.582.

Pertanto se il congedo è stato richiesto nei giusti termini e la tua documentazione o autocertificazione è corretta ovvero resa secondo la modulistica prevista dalla scuola contenente gli elementi sufficienti e necessari, idonei a consentire all’amministrazione il controllo sulla veridicità delle dichiarazioni rese, non c’è possibilità di diniego.

Figuriamoci se le motivazione addotte dal dirigente sono poi relative al fatto di non poter trovare sostituti!

Il mio consiglio è quello di parlare con il dirigente richiamandolo al dovere della attribuzione e non concessione del congedo. In caso di opposizione dovrai farti mettere per iscritto il diniego, con le dovute motivazioni, dopodiché ti dovrai con una certa urgenza rivolgere ad un sindacato per far valere il tuo diritto.

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