Supplenze ATA: il rientro anticipato del titolare non è motivo di rescissione del contratto

Alessandro – Buongiorno Lalla, ho lavorato da diversi anni come ITP e dato la vessazione della categoria, quest’anno ho accettato una supplenza come personale ata, come assistente tecnico sull’area ar02.La convocazione ricevuta per email era così strutturata:
Prot. 2476/C.7 del 11/9/2015
La invitiamo a comunicare la Sua disponibilità per una supplenza come Assistente Tecnico area AR02 presso la nostra scuola IIS Santoni , con le seguenti caratteristiche:
24 ore settimanali (da lunedì a giovedì) fino al 29/2/2016
12 ore settimanali (venerdì e sabato) fino al 30/6/2016
Sede di servizio: IIS Santoni largo C. Marchesi, 12 Pisa
Ho accettato questa proposta e ho preso servizio il 14/09. Oggi passo in segreteria per ritirare i contratti e mi dicono che il contratto relativo alle 12h è registrato in maniera regolare mentre quello relativo alle 24h è momentaneamente in stand-by perchè forse si sono sbagliati.

Questa supplenza è richiesta perchè il titolare (con part time) è momentaneamente in aspettativa. Stanno cercando di contattarlo perchè forse si sono sbagliati e l’aspettativa non termina il 29/02/16 ma il 21/01/16.

Volevo sapere, se io ricevo la convocazione per un contratto fino al 29/02, possono loro poi dirmi “Ah ci siamo sbagliati finisci un mese prima!!” Sono in qualche modo obbligati a stipulare un contratto secondo quanto dichiarato nella convocazione?
Grazie per l’attenzione
Saluti

di Giovanni Calandrino – Gentile Alessandro, a volte tra la presa di servizio e la firma concreta del contratto può trascorrere anche qualche settimana, ciò non vuol dire che la scuola in questo lasso di tempo può cambiare le caratteristiche/durata della supplenza per cui è stato assunto. Pertanto con la presa di servizio si vanno ad accettare tutte le funzioni dell’incarico che gli è stato conferito.

Quindi, a parere dello scrivente, se nella lettera di convocazione sono riportate determinate date di inizio-fine contratto, la scuola si deve attenere a quelle stabilite nell’istanza.

Inoltre ricordo all’istituzione scolastica che l’ARAN con un recente orientamento applicativo, ha confermato quanto previsto dal CCNL scuola: il rientro anticipato del titolare non è motivo per la rescissione dei contratti in essere. La natura del contratto di lavoro stipulato e la corretta apposizione della data di conclusione dello stesso impediscono, salvo la giusta causa, la rescissione da parte delle scuole.

Per di più non dimentichiamoci la sentenza 277 del 22 settembre 2014, dove il Giudice ha confermato che non è possibile rescindere il contratto di lavoro a tempo determinato del lavoratore precario in caso di rientro anticipato del titolare.

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