Congedi per malattia del figlio: nulla è innovato anche dopo il decreto 80/2015

Pietro – Il D.L.vo 151/2001, art.47, ed il CCNL scuola art.12, prevedono per l’assenza per malattie del bambino: illimitata nei primi tre anni di vita del bambino. Per ciascun anno di vita del bambino primi 30 giorni, retribuzione 100%. Si chiede se con la nuova normativa Decreto 80/2015, tale disposizione si intende: …nei primi sei anni di vita…Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Pietro,

la risposta è negativa.

Per  ciò che riguarda la malattia del bambino di cui all’art. 47 del T.U. nulla è innovato anche dopo le modifiche del suddetto T.U. contenute nel nuovo decreto 80/2015 (così come nulla è stato modificato per i riposi per allattamento).

Pertanto fino ai tre anni di età del bambino il congedo per la malattia del figlio può essere fruito senza alcun limite (comma 1).

Ai sensi dell’art. 12 del CCNL sottoscritto il 29.11.2007 sono riconosciuti alle lavoratrici madri ed, in alternativa, ai lavoratori padri, per ciascun anno di età del bambino e fino al compimento dei tre anni del medesimo, 30 giorni di assenza retribuita, successivamente al periodo di congedo di maternità o di paternità.

Eventuali altri giorni al di fuori dei primi 30 non sono retribuiti.

Se il bambino ha una età compresa fra i tre e gli otto anni, invece, spettano solo cinque giorni di congedo all’anno per ciascun genitore (comma 2), da fruire sempre alternativamente. A differenza dei periodi senza limite di durata di cui al comma 1, la norma specifica che i cinque giorni di assenza devono riferirsi esclusivamente a giorni lavorativi (non vengono quindi conteggiati gli eventuali giorni non lavorativi o festivi ricadenti all’’interno del periodo di fruizione).

È necessario chiarire che i suddetti cinque giorni di congedo non sono retribuiti, devono intendersi per ciascun figlio e per anno di vita (non per anno scolastico o solare) e non sono trasferibili all’altro genitore; anche il genitore solo ha diritto semplicemente a cinque giorni annui.

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