Congedo parentale e primi 30 gg. in caso di parto gemellare

Lara  – Gentilissimi sono docente precaria di sostegno della scuola primaria vi chiedo una delucidazione dalla segreteria mi riferiscono che avendo due gemelli e avendo lo scorso anno usufruito del congedo parentale di uno dei bimbi pagato al 30 %. Per il secondo figlio mi concedono il congedo parentale ma non vengo retribuita, perche’ il tesoro ha riferito che il parto é unico, ma i miei figli sono nati ad orari diversi, non nel medesimo momento…. è corretto ciò che dice la scuola? Grazie a chi mi risponderà.

Paolo Pizzo – Gentilissima Lara,

relativamente al corrispondente trattamento economico, rispetto a quanto stabilito dall’art. 34 del T.U. 151/01 che prevede fino al terzo anno di vita una indennità pari al 30 % [ora fino al 6° anno di età con il nuovo decreto 80/2015], il comma  4, dell’art. 12 del vigente Contratto Scuola, stabilisce un miglior beneficio rispetto alla norma: i primi 30 giorni fruiti in alternativa per le lavoratrici madri e i lavoratori padri retribuiti per intero.

Nel caso di parto gemellare l’interpretazione sicuramente più importante, perché riguarda nello specifico il comparto scuola e l’applicazione del relativo CCNL, è quella giurisprudenziale: Il Tribunale di Modena – Sez. Lavoro – Sent. 08/01/2008 n. 584/07 ha così disposto:

“ …Il contratto collettivo del comparto scuola prevede una disciplina più favorevole, per il trattamento economico, del D.Lgs. n. 151/2001 in quanto l’articolo 12 comma 4 dispone che “nell’ambito del periodo di astensione dal lavoro previsto dall’articolo 32, comma uno, lettera a) del D.lgs n. 151/2001, per le lavoratrici madri o in alternativa per i lavoratori padri, i primi 30  giorni, computati complessivamente per entrambi i genitori e fruibili anche in modo frazionato, non riducono le ferie, sono valutati ai fini dell’anzianità di servizio e sono retribuitiper intero  […] Ove la norma contrattuale avesse voluto disporre una moltiplicazioni o comunque un aumento della parte del periodo di congedo retribuito per intero in relazione al numero dei figli non avrebbe mancato di specificare tale diritto del lavoratore […] Pertanto, alla ricorrente compete il pagamento dell’intera retribuzione per i primi 30 giorni del fruito periodo di congedo parentale e, in forza del richiamo operato dal comma 1 dell’articolo 12 del menzionato CCNL, per il  periodo successivo compete, nei limiti stabiliti dall’articolo 34, il pagamento del 30% della retribuzione. Poiché risulta che la ricorrente ha già percepito quanto le spettava il ricorso va rigettato”.

L’ARAN, in un recente Orientamento Applicativo per il comparto Scuola sostiene che

“l’art. 12, comma 4, del CCNL del 29.11.2007 del comparto scuola, nel disciplinare i congedi parentali rinvia all’art. 32, comma 1, lett. a) del D. Lgs. n. 151/2001, Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, con la sola specificazione del trattamento economico di maggior favore per le lavoratrici madri, o in alternativa per i lavoratori padri, relativo ai primi trenta giorni del periodo di astensione dal lavoro.

Nulla stabilisce la norma contrattuale per il caso particolare di parto gemellare o plurigemellare.

Su questo punto si rileva che la disciplina legislativa su citata espressamente sancisce che ciascun genitore ha diritto al congedo parentale per ogni bambino nei suoi primi otto anni di vita.

Ciò non di meno si sono preoccupate di chiarire la portata della norma sia la circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 2000 n. 43, sia le circolari Inps n. 139/2001 con il successivo messaggio n. 569 del 2001, e, n. 8/2003, le quali affermano che in caso di parto gemellare o plurigemellare ciascun genitore ha diritto a fruire per ogni nato del numero di mesi di congedo parentale previsti dallo stesso art. 32 (in sintesi, per ciascun figlio fino a 6 mesi per la madre, fino a 7 mesi per il padre, nel limite complessivo di 10 o 11 mesi fra entrambi i genitori ).

Per quanto concerne invece il trattamento economico di miglior favore su evidenziato (cioè il mantenimento del 100% della retribuzione per i primi trenta giorni), si rileva che esso mantiene l’interdipendenza con l’evento naturale, unico, del parto e, pertanto, anche in presenza di parti gemellari o plurigemellari compete una sola volta, cumulativamente per entrambi i genitori.

Questa del resto è l’unica tesi compatibile e coerente con la logica previsionale dei costi contrattuali dello specifico comparto scuola, così come approvati dal Governo e positivamente certificati dalla Corte dei Conti.”

A questi orientamenti si aggiunge quello della Ragioneria Generale dello Stato: “Trattandosi di un  beneficio economico relativo ai primi 30 giorni retribuiti per intero migliorativo rispetto alla norma esso deve essere corrisposto una sola volta e non per ogni figlio”.

Dal quadro sopra esposto i primi 30 giorni retribuiti per intero non sono duplicabili in caso di parto gemellare o plurigemellare.

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