Monetizzazione ferie per il personale a tempo indeterminato

Giuseppe – mia moglie, insegnante a tempo indeterminato alle medie è in malattia per grave patologia dal 28/03/2014 al 20/08/2015. E’ stata collocata in pensione con la legge 335 il 21/08/2015. La scuola mi ha chiesto di produrre domanda per il pagamento delle ferie non godute per soli 32 giorni, relativi , credo,all’anno scolastico 2014/2015. Quelli relativi all’anno scolastico 2013/2014 sono stati perduti per non aver prodotto domanda di pagamento? le spettano? Le chiedo quindi  se è corretto il numero dei giorni delle ferie non godute e  se quelli relativi all’anno scolastico 2013/2014 possono essere richiesti. In attesa di un Suo parere porgo un grazie e distinti saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Giuseppe,

l’Aran ha avuto modo di sottolineare che, essendo le ferie un diritto irrinunciabile, le stesse devono comunque essere fruite, atteso che la precedente regolamentazione in materia di monetizzazione delle ferie è stata superata dalle disposizioni legislative vigenti (D.L. n. 95/2012 convertito dalla legge n. 135/2012).Quindi alla luce di tali ultime considerazioni, si ritiene che, in circostanze eccezionali, il dipendente possa fruire delle ferie anche al di là dei termini prefissati. In tale caso sarà l’amministrazione a stabilire i periodi di fruizione in quanto, ai sensi dell’art.2109 del c.c., le ferie sono assegnate dal datore di lavoro “tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del lavoratore”. Da ultimo, occorre ricordare che in caso di disservizi o inefficienze  organizzative o gestionali, il dirigente potrebbe essere chiamato a risponderne nell’ambito della responsabilità dirigenziale prevista dall’art. 21 del  D.Lgs n. 165/2001.

Sempre l’ARAN ha avuto modo di aggiungere che il divieto di monetizzazione delle ferie non opererebbe, in relazione a quelle altre vicende estintive del rapporto di lavoro dovute ad eventi del tutto indipendenti dalla volontà del lavoratore e dalla capacità organizzativa e di controllo del datore di lavoro. In questi casi, infatti, si ritiene che l’impossibilità di fruire delle ferie non sia imputabile o comunque riconducibile al dipendente. Si tratta delle ipotesi in cui il rapporto di lavoro di lavoro si conclude in modo anomalo e non prevedibile in alcun modo (decesso, risoluzione per inidoneità permanente ed assoluta) oppure quelle caratterizzate dalla circostanza che il dipendente non ha, comunque, potuto fruire delle ferie maturate a causa di assenza dal servizio antecedente la cessazione del rapporto di lavoro (malattia, congedo di maternità, aspettative a vario titolo). Si tratta di situazioni che, proprio per i loro contenuti specifici, non sono considerate rispondenti alla ratio della legge e, quindi, vengono escluse dal suo ambito di applicazione.

Alla luce delle considerazioni finora esposte sono del parere che vanno monetizzate le ferie di entrambi gli anni scolastici, atteso che la non fruizione delle stesse nel 2013/14 sia dovuta, come per l’anno successivo, alla grave patologia e quindi ad una causa di forza maggiore non imputabile al dipendente. E che, quindi, non sia stato possibile rimandarle, sempre per lo stesso motivo, neanche al successivo anno scolastico.

 

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