Trattenimento e conseguente permanenza alla scuola dell’infanzia di bambini disabili in età dell’obbligo scolastico. Chiarimenti per il Dirigente scolastico

Dirigente scolastico – I genitori di alunna disabile (art.3 c.3 L104/92) con gravissimo handicap uditivo chiedono ,tramite formale comunicazione, che la propria figlia che compie i 6 anni il 6/07/2015 possa permanere nella scuola dell’Infanzia. Allegano relazione del centro riabilitativo a firma degli specialisti che seguono la bambina e dichiarano di voler dare l’opportunità alla propria figlia di frequentare un altro anno di scuola dell’Infanzia al fine di poter acquisire in modo più completo i prerequisiti necessari per la frequenza della classe prima .

Il Consiglio di classe valuta le condizioni della bambina che per solo nell’a.s. 2014/15 ha usufruito del  docente di sostegno con rapporto 1/1 (negli anni precedenti aveva beneficiato di ore),e confermano l’opportunità di far permanere la bambina nella scuola dell’Infanzia. Il dirigente scolastico ,visti gli atti d’Ufficio e valutata l’eccezionalità della situazione, ritenendo di avere delle responsabilità su decisioni che riguardino i diritti degli alunni, magari interpretando in modo più ampio la nota del MIUR prot.n. 574/14 e gli artt. 114 e 192 del TU 297/94, ma con attenzione alla situazione (alunna in lista per un intervento finalizzato a far recuperare l’udito per quanto possibile, età di 6 anni appena compiuti il 6/9/2015 e la possibilità di mettere la bambina in condizione di affrontare serenamente la scuola primaria, parere degli esperti e richiesta formale della famiglia)dispone la permanenza della bambina nella scuola dell’Infanzia con proprio provvedimento del 10/07/2015 (prima della scadenza dell’odf). All’ATP viene inviata la richiesta di organico di fatto mettendo in evidenza che l’alunna . è stata fermata alla scuola dell’Infanzia. In organico di fatto non viene attribuito il posto di sostegno per l’alunna né per altri alunni della scuola dell’Infanzia . Il dirigente scolastico dal 28/08/2015 inizia ad inviare solleciti e richieste anche per alunni di nuova certificazione, ma non riceve alcun riscontro né per le vie brevi né per iscritto. Solo il 3/10/2015, dopo che l’assegnazione dei docenti alle classi era già stata effettuata dal 14/09/2015 , in seguito all’ennesima sollecitazione del dirigente, l’ATP comunica che il posto di sostegno alla bambina era stato assegnato alla scuola Primaria e non alla scuola dell’Infanzia e intima al dirigente di applicare la circolare dell’USR X prot. 14160 del 02/08/2012. Il dirigente, necessariamente, richiede l’attribuzione del docente di sostegno chiarendo che prima di iscrivere la bambina nella scuola PRIMARIA vengano esibiti i verbali del GLHO e che sia dimostrata e dichiarata l’illegittimità del proprio  provvedimento. In attesa che l’USR si pronunci, è possibile avere dei chiarimenti per sapere se è veramente illegittimo il provvedimento di permanenza dell’alunna disabile nella scuola dell’Infanzia, a prescindere da qualsivoglia valutazione? Si ringrazia per l’attenzione .In attesa di riscontro con cortese urgenza, si porgono distinti saluti.

Paolo Pizzo – Gentile Dirigente,

in origine fu la Circolare Ministeriale 5 settembre 1975, n. 235 ad affrontare la questione in questi termini: “…avuto riguardo alle attribuzioni e ai compiti del collegio degli insegnanti in generale (art. 4 – in particolare lettera l) – del D.P.R. 31  maggio 1974, n. 416) e del collegio, in specie, delle insegnanti di scuola materna (art. 32 del medesimo D.P.R.), si demanda a tale organo, con la  partecipazione degli specialisti aventi compiti medico e socio-psico-pedagogici, di decidere dell’iscrizione di bambini handicappati che abbiano superato il sesto anno di età. Di tale decisione sarà data motivazione, per ciascun soggetto, nel verbale della seduta del collegio sia che si tratti d’iscrizione a scuole o sezioni speciali e sia che si tratti di iscrizioni per l’integrazione in scuole o sezioni comuni.

In entrambi i casi è da considerare l’opportunità di seguire con particolare attenzione i risultati dell’intervento della scuola anche allo scopo di offrire elementi di giudizio per una nuova regolamentazione della delicata materia.”

Tale circolare, anche se ormai superata dalla Legge 53/2003, era stata richiamata dallo stesso Miur nella nota 338/14 in cui si affermava che “Occorre ricordare che nell’attuale ordinamento normativo la deroga  all’obbligo di istruzione, che consente la permanenza nella scuola dell’infanzia oltre il compimento del sesto anno di età, è prevista esclusivamente per gli alunni con disabilità. Si richiama, a tal proposito, la Circolare Ministeriale n. 235 del 5 settembre 1975, che cita  infatti: «[…] avuto riguardo alle attribuzioni e ai compiti del collegio  degli insegnanti in generale […] e del collegio, in specie, delle  insegnanti di scuola materna […], si demanda a tale organo, con la  partecipazione degli specialisti aventi compiti medico e  socio-psico-pedagogici, di decidere dell’iscrizione di bambini  handicappati che abbiano superato il sesto anno di età”.

In una successiva nota, la 547/14, il Miur dichiara che sottolineando la straordinarietà e specificità degli interventi in questione, si invitano  le SS.LL. – qualora si trovino in presenza di situazioni riguardanti alunni che necessitano di una speciale attenzione – a porre in essere gli  strumenti e le più idonee strategie affinché i Dirigenti Scolastici  esaminino i singoli casi con sensibilità e accuratezza, confrontandosi – laddove necessario – anche con specifiche professionalità di settore e  con il supporto dei Servizi Territoriali, predisponendo percorsi individualizzati e personalizzati. Solo a conclusione dell’iter sopra descritto, inerente casi eccezionali e debitamente documentati, e sempre in accordo con la famiglia, il Dirigente Scolastico – sentito il team dei  docenti – potrà assumere la decisione, in coerenza con quanto previsto dall’art. 114, comma 5 del D.Lgs. n° 297/94, di far permanere l’alunno nella scuola dell’infanzia per il tempo strettamente necessario all’acquisizione dei prerequisiti per la scuola primaria, e comunque non superiore ad un anno scolastico, anche attraverso un’attenta e personalizzata progettazione educativa.

Da quanto sopra, dunque, si evidenzia con chiarezza che – limitatamente ai casi di “motivi gravi” o “motivi di salute” (vedi il citato comma 5 dell’articolo 114 del Decreto Legislativo 297/94), può essere consentita la permanenza per non più di un anno nella scuola dell’infanzia ad “alunni  che necessitano di una speciale attenzione”.

Il mio parere è che il dirigente (non il collegio o il consiglio di classe) agisce correttamente solo se non si basa esclusivamente sulla disabilità dell’allievo, ma se si riscontra anche per tali allievi la “straordinarietà e specificità degli interventi in questione”.

Pertanto le confermo che se Lei si è confrontato con le “specifiche professionalità di settore, con il supporto dei servizi territoriali”, sentito il team dei docenti ed in accordo con la famiglia, documentando il tutto come appare chiaro nel quesito, è in perfetta regola.

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