Malattia del bambino retribuita e “recupero” dei giorni non fruiti

Cinzia – Gentilmente vorrei sapere se,avendo mio figlio due anni e non avendo  usato l’anno scorso tutti i trenta giorni previsti per la malattia del bambino,posso usufruire quest’anno sia dei 27  giorni   rimasti inutilizzati, che dei trenta previsti per l’anno in corso. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Cinzia,

l’art. 47 del D.L.vo n. 151/2001, al comma 1, dispone che entrambi i genitori, alternativamente, hanno diritto a fruire di congedi per la malattia di ciascun figlio di età non superiore agli otto anni.

Fino ai tre anni di età del bambino il congedo per la malattia del figlio può essere fruito senza alcun limite.

La normativa, che nulla riferisce in ordine alla possibilità di retribuire i periodi di assenza per malattia del figlio, è integrata dalle favorevoli disposizioni recate dall’art. 12 del CCNL sottoscritto il 29.11.2007.

La predetta norma pattizia prevede che vengano riconosciuti alle lavoratrici madri ed, in alternativa, ai lavoratori padri, per ciascun anno di età del bambino e fino al compimento dei tre anni del medesimo, 30 giorni di assenza retribuita, successivamente al periodo di congedo di maternità o di paternità.

I trenta giorni annuali sono computati sempre con riferimento agli anni di vita del bambino (non all’anno scolastico o solare).

Pertanto i 30 gg. retribuiti si intendono per ogni anno di vita del bambino fino a i tre anni e non possono essere “recuperati” se non fruiti. Infatti i suddetti giorni sono fruiti in relazione ad una malattia del bambino debitamente certificata la quale se non è avvenuta non dà diritto ad eventuali cumuli o recupero di giorni.

Se la norma non avesse voluto fare questa differenza avrebbe indicato 90 gg. retribuiti entro i primi 3 anni. Ma non è così.

 

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