Assenza alla visita fiscale e sanzione disciplinare

Dirigente scolastico – Si chiede a codesta spett.le redazione se l’assenza ingiustificata del dipendente al domicilio durante le fasce di reperibilità alla visita medica di controllo (sanzionabile ai sensi dell’art. 5 D.L. 463/83 modificato dalla Legge 638 del 1983) sia da considerarsi assenza ingiustificata e quindi considerata come illecito punibile anche  ai sensi dell’art. 69  D.Lgs. n. 150/2009 con il licenziamento disciplinare.

Paolo Pizzo – Gentile Dirigente,

come affermato dall’ARAN l’art. 5, comma 14, della L. 638/1983, stabilisce che “qualora il lavoratore, pubblico o privato, risulti assente alla visita di controllo senza giustificato motivo, decade dal diritto a qualsiasi trattamento economico per l’intero periodo sino a dieci giorni e nella misura della metà per l’ulteriore periodo esclusi quelli di ricovero ospedaliero o già accertati da precedente visita di controllo”.

Tale disposizione ha carattere generale, potendo trovare applicazione sia nei confronti dei lavoratori pubblici sia nei confronti dei lavoratori privati, e non è stata interessata dagli effetti dell’art. 69, comma 1 del D. Lgs. 165/2001 che riguarda, invece, le sole disposizioni legislative o regolamentari concernenti esclusivamente il rapporto di lavoro pubblico.

Pertanto, l’art. 5, comma 14, della L. 638/1983 deve ritenersi ancora applicabile.

Naturalmente, l’applicazione di detta sanzione, che ha la sua fonte nella legge, non esclude la possibilità di aprire anche un procedimento disciplinare nei confronti del dipendente per violazione degli obblighi contrattuali

Giova infatti ricordare che ai sensi dell’art. 17/16 del CCNL Scuola qualora il dipendente debba allontanarsi, durante le fasce di reperibilità, dall’indirizzo comunicato per visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati, è tenuto a darne preventiva comunicazione all’amministrazione con l’indicazione della diversa fascia oraria di reperibilità da osservare.

Tale assunto è stato più volte ribadito anche dalla Funzione Pubblica.

Pertanto, continua l’ARAN, eventuali comportamenti difformi del lavoratore ben potrebbero dare luogo all’applicazione di sanzioni disciplinari.

E sempre l’ARAN aggiunge che spetta al Dirigente (nel nostro caso) nella sua veste di datore di lavoro, il compito di valutare il caso concreto e di individuare, eventualmente, la sanzione disciplinare applicabile, secondo i principi di gradualità e proporzionalità stabiliti dal CCNL.

L’art 95 del CCNL Scuola, come altri CCNL, dispone infatti il principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni, in relazione alla gravità della mancanza.

Il comma 4 prevede la sanzione disciplinare dal minimo del rimprovero verbale o scritto al massimo della multa di importo pari a quattro ore di retribuzione la quale si applica, graduando l’entità delle sanzioni anche, tra l’altro, per l’inosservanza delle disposizioni di servizio, anche in tema di assenze per malattia, nonché dell’orario di lavoro.

A mio avviso quindi nel momento in cui l’assenza al domicilio non sia ritenuta giustificata, si potrà applicare il principio della gradualità e proporzionalità stabiliti dal CCNL, fermo restando la sanzione della sospensione fino a 10 giorni di competenza del DS ai sensi del Decreto legislativo 150.

Il dirigente valuta la gravità della mancanza.

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