Secondaria di I grado e tempo scuola: chiarimenti su tempo normale e tempo prolungato

Luca – In una scuola sec. di I grado in cui ci sono 3 sezioni, 2 a tempo normale e 1 a tempo prolungato, è possibile dal punto di vista della flessibilità organizzativa, offrire a tutte le classi lo stesso tempo scuola di circa 32h settimanali? Un genitore che ha iscritto il figlio nella sez. a t. prolungato ha il diritto di lamentarsi per le 3h di matematica date in meno( 6 anziché 9)?In attesa di una tua risposta ti ringrazio anticipatamente. Saluti

Giovanna Onnis – Gentilissimo Luca,

il tempo scuola nella Secondaria di I grado può essere di 30 ore settimanali (tempo normale) o può essere caratterizzato da un orario variabile dalle 34 ore elevabili fino a 40  (a seconda delle scete effettuate dalle famiglie), comprensive delle ore destinate agli insegnamenti, alle attività e al tempo dedicato alla mensa, (tempo prolungato).

Chiaramente nel tempo prolungato essendo previsto un maggior numero di ore settimanali, risulta incrementato, rispetto al tempo normale, il monte ore di alcune discipline e precisamente Italiano e Matematica.

Nello specifico si passa da 9 ore del t.n. a 15 ore del t.p. per Italiano, Storia e Geografia per ogni classe; si passa da 6 ore del t.n. a 9 ore del t. p. per Matematica e Scienze per ogni classe.

Questo significa che solo per coloro che hanno optato per il tempo prolungato sarà garantito un orario da 34 a 40 ore settimanali, mentre nelle classi del tempo normale si deve necessariamente rispettare l’orario curricolare di 30 ore settimanali.

Trova, quindi, piena giustificazione la lamentela del genitore di cui parli, che all’atto dell’iscrizione del figlio ha optato per il tempo prolungato ed essendo stato questo autorizzato dall’USR, ha tutto il diritto di pretendere per il figlio le ore autorizzate per le classi a t.p.

Non è regolare distribuire le ore in più del tempo prolungato a tutte le classi dell’istituto comprese quelle a tempo normale, perché ciò non è in sintonia con la normativa (D.M. 37/09) e non è rispettoso delle scelte fatte dalle famiglie degli studenti al momento dell’iscrizione dei loro figli

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