Somministrazione farmaci a scuola. Il docente non può essere obbligato alla somministrazione

Docente – Buongiorno, sono insegnante di francese in un istituto tecnico e nella mia classe si trova (ufficialmente) un alunno gravemente disabile, sempre affiancato da un insegnante di sostegno o di una educatrice. A parte il fatto che non può partecipare alle mie lezioni per mancanza di capacità comunicativa da parte sua e sopratutto per lo stato di sviluppo cognitivo della sua malattia ereditaria, dunque non avrà una valutazione nella mia materia, – la scuola richiederà come già avvenuto l’anno scorso che io firmi il protocollo sanitario stilato da parte di un suo medico nel quale prendo atto della necessità di somministrare a questo alunno una supposta/un clistere in caso di un attacco di epilessia. Secondo me un insegnante non è tenuto a somministrare dei farmaci e ancora meno dei clisteri o supposte. Posso rifiutarmi di firmare questo protocollo o ciò avrà delle conseguenze negative sull’esito del mio anno di prova in cui mi trovo attualmente? Grazie mille per il vostro aiuto.

Paolo Pizzo  – Gentilissima docente,

si premette che la somministrazione dei farmaci in orario scolastico deve essere formalmente richiesta dai genitori degli alunni o da chi esercita la potestà genitoriale, dietro presentazione di un certificato medico che attesti lo stato di malattia dell’alunno con la prescrizione specifica dei farmaci da assumere (posologia, modalità e tempi di somministrazione, conservazione del farmaco).

I dirigenti scolastici, a seguito della richiesta scritta di somministrazione di farmaci:

– effettuano unaverifica delle strutture scolastiche, mediante l’individuazione del luogo fisico idoneo per la conservazione e la somministrazione dei farmaci;

– concedono, ove richiesta, l’autorizzazione all’accesso ai locali scolastici durante l’orario scolastico ai genitori degli alunni, o a loro delegati, per la somministrazione dei farmaci;

– verificano la disponibilità degli operatori scolastici in servizio a garantire la continuità della somministrazione dei farmaci, ove non già autorizzata ai genitori, esercitanti la potestà genitoriale o loro delegati. Gli operatori scolastici possono essere individuati tra il personale docente ed ATA che abbia seguito i corsi di pronto soccorso ai sensi del Decreto legislativo n. 626/94. Potranno, altresì, essere promossi, nell’ambito della programmazione delle attività di formazione degli Uffici Scolastici regionali, specifici moduli formativi per il personale docente ed ATA, anche in collaborazione con le AUSL e gli Assessorati per la Salute e per i Servizi Sociali e le Associazioni.

Qualora nell’edificio scolastico non siano presenti locali idonei, non vi sia alcuna disponibilità alla somministrazione da parte del personale o non vi siano i requisiti professionali necessari a garantire l’assistenza sanitaria, i dirigenti scolastici possono procedere, nell’ambito delle prerogative scaturenti dalla normativa vigente in tema di autonomia scolastica, all’individuazione di altri soggetti istituzionali del territorio con i quali stipulare accordi e convenzioni.

Nel caso in cui non sia attuabile tale soluzione, i dirigenti scolastici possono provvedere all’attivazione di collaborazioni, formalizzate in apposite convenzioni, con i competenti Assessorati per la Salute e per i Servizi sociali, al fine di prevedere interventi coordinati, anche attraverso il ricorso ad Enti ed Associazioni di volontariato (es.: Croce Rossa Italiana, Unità Mobili di Strada). In difetto delle condizioni sopradescritte, il dirigente scolastico è tenuto a darne comunicazione formale e motivata ai genitori o agli esercitanti la potestà genitoriale e al Sindaco del Comune di residenza dell’alunno per cui è stata avanzata la relativa richiesta.

Resta prescritto in ricorso al Sistema Sanitario Nazionale di Pronto Soccorso nei casi in cui si ravvisi l’inadeguatezza dei provvedimenti programmabili secondo le presenti linee guida ai casi concreti presentati, ovvero qualora si ravvisi la sussistenza di una situazione di emergenza.

Invitiamo quindi il dirigente a prendere visione delle Raccomandazioni del MIUR e del Ministero della salute.

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