Proroga della supplenza su una riduzione oraria per allattamento. Chiarimenti

Jacopo –  Gentile Responsabile,ho avuto una supplenza dal 9 ottobre 2015 a oggi 31 ottobre 2015 con cui ho coperto una maternità. In data 23 settembre 2015 la titolare ha inviato alla segreteria scolastica la richiesta di allattamento e Le è stato comunicato che potrà operare la scelta delle classi che intende perdere con le 6 ore di allattamento solo martedì 3 novembre, giorno in cui riprenderà servizio a scuola. Rivolgendomi al DS per avere maggiori delucidazioni su una possibile proroga del mio contratto fino al 30 giugno per le sei ore alle quali la docente titolare rinuncerebbe per allattamento, la stessa DS ha sottolineato che la proroga non poteva essere applicata e che andava eseguita una nuova convocazione, giustificando quest’ultima evidenziando la diversa natura giuridica del contratto. A tal proposito Le chiedo, era possibile effettuare la proroga al mio contratto? Il mio caso rientra nell’articolo 7 comma 4 e 5 del DM 131 del 2007? La comunicazione  delle classi alle quali il docente intende rinunciare può avvenire esclusivamente al suo ritorno in servizio?

Paolo Pizzo – gentilissimo Jacopo,

la risposta è positiva. Il dato oggettivo (e l’unico) che il DS deve prendere in considerazione, da cui scaturisce il diritto alla proroga per continuità didattica, è l’ulteriore assenza della titolare, senza soluzione di continuità, nelle classi che rimarrebbero a te e nelle quali il titolare di fatto non rientra fisicamente.

L’art. 7 comma 4 del D.M. 131/2007 recita: “Per ragioni di continuità didattica, ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro, o più altri, senza soluzione di continuità o interrotto solo da giorno festivo o da giorno libero dall´insegnamento, ovvero da entrambi, la supplenza temporanea viene prorogata nei riguardi del medesimo supplente già in servizio, a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto”.

L’articolo citato, nel regolamentare la continuità didattica, utilizza l’espressione inequivocabile di “precedente contratto” facendo comunque e per forza di cose riferimento ad una proroga che altro non è che un “nuovo” contratto, senza però alcun “legame” con la quantità della prestazione né con la tipologia dell’assenza.

Infatti, anche quando la proroga è effettuata per le stesse ore del “precedente contratto” si configura comunque come un “nuovo contratto” (tant’è che al docente viene effettuata una “nuova proposta” che il docente può rifiutare o accettare).

Non vi è dunque alcun impedimento ad assicurare la proroga della supplenza al docente già in servizio nel caso in cui la titolare riduca l’orario di lavoro lasciando solo alcune classi.

Pertanto il supplente in effettivo servizio può continuare la supplenza solo nelle classi coinvolte nella riduzione oraria e dunque gli spetta di diritto la proposta di proroga della supplenza per continuità didattica.

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