Il Dirigente scolastico può sospendere le decisioni di un organo collegiale?

Dirigente scolastico – Il collegio docenti aveva proposto e il consiglio di istituto aveva deliberato la sospensione delle attività didattiche per il 2 novembre. La scuola nei 5 gg. antecedenti era stata chiusa per emergenza idrica. Potevo sospendere la decisione dei due organi e far tornare gli alunni a scuola il 2/11 per garantire i 200 gg. di lezione e poi far ratificare a posteriori la decisione a collegio e consiglio di istituto? Grazie e cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentile Dirigente,

si premette che non vi è nessun obbligo di recupero dei giorni quando  la chiusura della scuola è determinata da calamità naturali, elezioni o eventi comunque derivanti da circostanze estranee alla volontà dell’Amministrazione (è il caso quindi della chiusura per emergenza idrica).

Giova a tal proposito ricordare la nota MIURAOODGOS/prot. n.1000 del 22 febbraio 2012 in cui si chiarisce che  si deve ritenere che è fatta comunque salva la validità dell’anno scolastico, anche se le cause di forza maggiore, consistenti in eventi non prevedibili e non programmabili, abbiano comportato, in concreto, la discesa dei giorni di lezione al di sotto del limite dei 200, per effetto delle ordinanze sindacali di chiusura delle scuole.

Resta inteso che le istituzioni scolastiche, soprattutto se interessate da prolungati periodi di sospensione dell’attività didattica, potranno valutare, a norma dell’art. 5 del DPR 275/99 “in relazione alle esigenze derivanti dal Piano dell’offerta formativa”, la necessità di procedere ad adattamenti del calendario scolastico finalizzati al recupero, anche parziale, dei giorni di lezioni non effettuati.

Detto questo, le delibere collegiali non possono essere annullate o modificate dal dirigente, a meno che ovviamente tali decisioni non siano in violazione di una legge. In quest’ultimo caso il dirigente potrebbe prevederne una sospensione temporanea e fare in modo che l’organo si insedi nuovamente per riformare le decisioni precedentemente assunte.

Non è comunque il caso del quesito.

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