Assenze per malattia docente al 30/6 e contemporaneamente per supplenza breve. Chiarimenti per il dirigente

Dirigente – Una ns/ Docente S.T. per n° 15 ore settimanali fino al 20 novembre p.v. ha altresì una supplenza fino al 30 giugno 2016 per n° 3 ore settimanali di servizio in altra istituzione scolastica. Considerando che le due tipologie di supplenze hanno una diversa gestione  giuridica delle assenze, se la docente chiede assenza per malattia per n° 2 giorni si deve fare la decurtazione del 50% dello stipendio giornaliero, oppure ha diritto a 30 giorni al 100%, essendo titolare di supplenza al 30 giugno in altra Scuola?  In attesa di cortese sollecito riscontro si porgono distinti saluti.

Paolo Pizzo – Gentile dirigente,

si premette che il completamento dell’orario di lavoro è un diritto che discende dall’art. 36 della Costituzione e dal principio del merito di cui all’art. 97 della Costituzione.

Per i docenti tale diritto è regolamentato dagli art. 2 e 4 del D.M. n. 131/2007 e dall’art. 40 del CCNL/2007.

In particolare, l’art. 4 comma 1 del D.M. n. 131/2007 prevede che l’aspirante cui venga conferita, in caso di assenza di posti interi, una supplenza ad orario non intero, anche nei casi di attribuzione di supplenze con orario ridotto in conseguenza della costituzione di posti di lavoro a tempo parziale per il personale di ruolo, conserva titolo, in relazione alle utili posizioni occupate nelle varie graduatorie di supplenza, a conseguire il completamento d’orario, esclusivamente nell’ambito di una sola provincia, fino al raggiungimento dell’orario obbligatorio di insegnamento previsto per il corrispondente personale di ruolo. Tale completamento può attuarsi anche mediante il frazionamento orario delle relative disponibilità, salvaguardando in ogni caso l’unicità dell’insegnamento nella classe e nelle attività di sostegno.

L’art. 40 comma 7 del CCNL/2007 afferma: “Il personale di cui al presente articolo, di durata settimanale inferiore alla cattedra oraria, ha diritto, in presenza della disponibilità delle relative ore, al completamento o, comunque, all’elevazione del medesimo orario settimanale”.

L’art. 19, commi 3 e 4 stabiliscono che “Il personale docente ed ATA assunto con contratto a tempo determinato per l’intero anno scolastico o fino al termine delle attività didattiche, nonché quello ad esso equiparato ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico. Fermo restando tale limite, in ciascun anno scolastico la retribuzione spettante al personale di cui al comma precedente è corrisposta per intero nel primo mese di assenza, nella misura del 50% nel secondo e terzo mese. Per il restante periodo il personale anzidetto ha diritto alla conservazione del posto senza assegni”.

Il comma 10 che “Nei casi di assenza dal servizio per malattia del personale docente ed ATA, assunto con contratto a tempo determinato stipulato dal dirigente scolastico, si applica l’art. 5 del D.L. 12 settembre 1983, n. 463, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 1983, n. 638. Tale personale ha comunque diritto, nei limiti di durata del contratto medesimo, alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 30 giorni annuali, retribuiti al 50%.”.

Stabilito quindi che il docente ha un contratto al 30/6 ed è stato possibile il completamento di orario, previsto dalle norme sopra citate, il suo status giuridico è quello di docente con contratto al 30/6 a cui si applicano per l’intero anno scolastico i commi 3 e 4 dell’art. 19.

Pertanto,  a mio avviso la scuola dovrà considerare le assenze di malattia all’interno di un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico con una retribuzione al 100% per il primo mese di assenza, e nella misura del 50% per il secondo e terzo mese. Per il restante periodo non avrà alcuna retribuzione.

Il contratto al 30/6 “prevale” giuridicamente su quello per “supplenza breve” perché svolti contemporaneamente.

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