Permessi 104/92 per assistere un parente o un affine di terzo grado. Chiarimenti per la scuola

Scuola  – Gentilissimi sono la vicaria di un circolo didattico della provincia di Caserta, ci è pervenuta richiesta da parte di una docente di poter usufruire dei 3 gg. di permesso per assistere la zia non convivente, vedova ma con due figli, rispettivamente  di 52 e 57 anni, che vivono nello stesso paese della madre. Ne ha diritto? La ringrazio anticipatamente .

Paolo Pizzo  – Gentile scuola,

si premette che la norma originaria e principale in materia di permessi lavorativi retribuiti è la Legge 5 febbraio 1992, n. 104 che all’articolo 33 prevede agevolazioni lavorative per gli stessi lavoratori con disabilità grave e per i familiari che assistono persone con handicap in situazione di gravità. Tale norma è stata novellata dalla Legge 183/2010 e dal D.Lgs. 119/2011.

Ai sensi di tali leggi i soggetti aventi diritto ai 3 gg. al mese per assistenza al familiare disabile sono il coniuge, parenti e affini fino al secondo grado ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Pertanto essendo la zia un parente di terzo grado il docente in questione potrà fruire dei permessi in quanto da ciò che si intuisce dal quesito,  sia i genitori che il coniuge del familiare sono mancanti (basterebbe una sola condizione).

Si precisa che a differenza della richiesta del congedo biennale, per la fruizione dei 3 gg. non ci sono vincoli di convivenza, di presenza di eventuali figli che possono occuparsi del disabile compreso il caso in questione.

Infatti la norma dispone solo due condizioni per poter fruire dei permessi per affini o parenti di terzo grado:

  • quando i genitori o il coniuge della persona con handicap siano deceduti o mancanti;
  • quando i genitori o il coniuge della persona con handicap abbiano compiuto i 65 anni oppure siano affetti da patologie invalidanti.

Non sono menzionati i figli.

Si ricorda altresì che sono stati eliminati i requisiti di assistenza esclusiva e continuativa e l’obbligo della convivenza (requisito quest’ultimo che è invece indispensabile per la richiesta del congedo biennale).

 

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