Permesso per motivi personali e familiari : è un diritto del docente e non deve essere concesso

Samanta – Sono un’insegnante di scuola primaria, di ruolo. Desidero capire come avviene e se avviene la sostituzione di un insegnante quando usufruisce di due gg di permesso per motivi personali.
Può il dirigente chiedere al docente di trovare colleghi che lo sostituiscano come condizione necessaria per la concessione del permesso ?
È possibile chiedere questo tipo di permesso anche per un viaggio ?
Grazie per la collaborazione. Saluti

Giovanna Onnis – Gentilissima Samanta,

il CCNL 2007, art. 15, comma 2 stabilisce che “Il dipendente, inoltre, ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione.”

I giorni di permesso sono un diritto del docente e il Dirigente scolastico non deve concederli, ma solo prendere atto della richiesta del docente.

Alla richiesta del/i giorno/i di permesso per motivi personali o familiari il docente deve allegare autocertificazione, ma sulle motivazioni del permesso il Dirigente scolastico non deve e non può sindacare. In altre parole il Dirigente scolastico non può dare una valutazione personale sul motivo dell’assenza e in base a questa negare il permesso.

Il Dirigente scolastico, inoltre, non può pretendere che il docente trovi i colleghi che lo sostituiscano, questo è previsto per i giorni di ferie, ma non per i giorni di permesso, anche se spesso molti Dirigenti confidano sulla non conoscenza della normativa da parte dei docenti e fanno questa richiesta alla quale si può rispondere serenamente che non si è tenuti a trovare sostituti.

Quanto è stabilito nell’art.13 comma 9 del CCNL è valido, infatti, per i giorni di ferie, ma non per i giorni di permesso:
Le ferie devono essere fruite dal personale docente durante i periodi di sospensione delle attività didattiche; durante la rimanente parte dell’anno, la fruizione delle ferie è consentita al personale docente per un periodo non superiore a sei giornate lavorative. Per il personale docente la fruibilità dei predetti sei giorni è subordinata alla possibilità di sostituire il personale che se ne avvale con altro personale in servizio nella stessa sede e, comunque, alla condizione che non vengano a determinarsi oneri aggiuntivi anche per l’eventuale corresponsione di compensi per ore eccedenti, salvo quanto previsto dall’art. 15, comma 2.

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