Rinvio del periodo di prova e di formazione. Chiarimenti per il Dirigente

Dirigente Scolastico  – Gentilissimi, volevo porvi il seguente quesito:  Le docenti neoimmesse in ruolo sulle fasi B e C che nell’anno scolastico in corso sono in interdizione per gravidanza difficile e poi in astensione obbligatoria per maternità sono costrette a rinviare lo svolgimento dell’anno di prova all’a.s. 2016/17? Lo stesso dicasi per i docenti che si assentano per qualsiasi motivo (congedo parentale – malattia del figlio ecc.) e che non riescono a fare i 180 gg. di servizio? Al termine dell’anno scolastico lo scrivente dovrà emettere un decreto di proroga del periodo di prova e di formazione per tutti quei docenti che non hanno raggiunto i 180 gg. di servizio?

Paolo Pizzo – Gentile Dirigente,

si premette che per i docenti in questione, a differenza di chi assume effettivo servizio di ruolo all’atto della nomina, il periodo di prova e di formazione non è “obbligatorio” nel senso che il docente può scegliere se svolgerlo quest’anno oppure rimandarlo al prossimo nell’anno di assunzione in servizio.

Detto questo, nel momento in cui i docenti optino per la prima ipotesi (o sono già assunti in ruolo a tutti gli effetti) e  non riescano a completare poi l’anno di prova, il dirigente dovrà emettere un decreto di proroga per il mancato raggiungimento dei 180/120 gg della prova.

Nulla è infatti cambiato rispetto agli altri anni.

La legge 107/2015 all’art. 1 comma 119 dispone che In caso di valutazione negativa del periodo di formazione e di prova, il personale docente ed educativo è sottoposto ad un secondo periodo di formazione e di prova, non rinnovabile.

E che continuano ad applicarsi, in quanto compatibili con i commi da 115 a 119 del presente articolo, gli articoli da 437 a 440 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297.

Pertanto esiste una differenza tra “valutazione negativa”, che presuppone quindi che il docente abbia completato il percorso di prova e di formazione, e invece il mancato completamento del percorso stesso dovuto alle assenze.

In quest’ultimo caso la prova è prorogata, appunto, qualora non siano stati prestati almeno 180 giorni di servizio, anche per i successivi anni scolastici in relazione a periodi di congedo o aspettative a qualunque titolo concessi, ivi compresi i periodi di astensione obbligatoria dal lavoro a norma dell’art. 4 della Legge 30 dicembre 1971, n. 1204 sulle lavoratrici madri (congedo per maternità), salve restando, ovviamente, le disposizioni di Legge che considerano valutabili anche ai fini della prova determinati periodi diversi dall’insegnamento.

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