Supplenze ATA: la compatibilità per dipendente con Partita IVA

Alessandro – Salve, dal 2014 sono iscritto nelle graduatorie ATA terza fascia, ho già prestato qualche servizio come Collaboratore Scolastico nei mesi scorsi in quanto DISOCCUPATO, proprio in questi giorni ho aperto una mia partita iva ed iscritto con qualifica di piccolo imprenditore (artigiano).

Premesso che il mio lavoro è nel settore informatico e non porta via tempo ad eventuali sostituzioni, la mia domanda è:

Posso accettare eventuali chiamate (Collaboratore scolastico, assistente amministrativo ed assistente tecnico)?

Ho trovato confusione nelle risposte ricevute da scuole, ed altri enti e visto che leggo spesso i Vostri articoli ritenendoli utili ed interessanti ho pensato di domandare a Voi.
Ringrazio in anticipo e sono a Vostra disposizione per chiarimenti.
Cordiali Saluti

di Giovanni Calandrino – Gentile Alessandro, le principali norme di riferimento per stabilire le incompatibilità del pubblico dipendente, oggi sono l’art. 60 del DPR 3/1957, l’art. 53 del D.Lgs. 165/2001 e l’art. 508 T.U. 297/1994.

Nei summenzionati art. si vieta ai lavoratori pubblici l’esercizio di attività commerciali ed industriali, l’esercizio di professioni, l’assunzione di impieghi alle dipendenze di privati e di cariche in società aventi fine di lucro.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto incompatibile l’esercizio di attività artigianali in maniera professionale e lucrativa. Tuttavia si è espresso in modo favorevole per la compatibilità con il lavoratore dipendente pubblico se si tratta di partecipazione in società a conduzione familiare qualora l’impegno richiesto sia modesto o non continuativo.

Pertanto è importante capire con certezza il tipo di attività che andrà a svolgere per poterne valutare l’effettiva compatibilità o meno con lo status di personale ATA ad orario pieno.

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