Permesso per lutto: entro quanto tempo fruirne? Chiarimenti per la scuola

Scuola – Non riesco a capire esattamente entro quanti giorni dall’evento è possibile usufruire dei 3 gg. per lutto Ringrazio sentitamente.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

I permessi retribuiti per lutti sono espressamente disciplinati per il personale docente, educativo ed ATA dagli artt. 15/1 e 19/9 del CCNL comparto Scuola.

Tali articoli prevedono che il dipendente della scuola, ha diritto, sulla base di idonea documentazione anche autocertificata, a permessi retribuiti per lutti per perdita del coniuge di parenti entro il secondo grado, di soggetto componente la famiglia anagrafica o convivente stabile e di affini di primo grado: gg. 3 per evento, anche non continuativi. I permessi sono erogati a domanda, da presentarsi al dirigente scolastico da parte del personale docente, educativo ed ATA.

La norma opera un riconoscimento della convivenza prevedendo il permesso in caso di decesso di un soggetto convivente con il dipendente stesso.

I permessi si intendono per ogni evento luttuoso nell’anno scolastico.

Tali articoli non specificano entro quanto tempo è possibile fruire dei permessi (la norma lo ha invece espressamente previsto per il congedo matrimoniale).

Pertanto nulla è stato innovato rispetto a ciò che la norma prevedeva nel precedente Contratto (2003).

La scuola e il dipendente richiedente il permesso hanno quindi l’obbligo di osservare quanto previsto dall’ARAN per il comparto Scuola. I pareri in merito sono stati due e sono tuttora vigenti.

L’ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) con nota Prot. sc2/7944 del 19-XI-2003 (Oggetto: art. 15 del CCNL Scuola 24-7-2003) ad un quesito relativo ai permessi per lutto e a cosa si dovesse intendere con l’espressione “evento o occasione” afferma:

L’espressione “evento o occasione” deve intendersi come la causa che fa sorgere il diritto del dipendente e non il “dies a quo” dello stesso.

Quest’ultimo si affida ad evidenti ragioni di buon senso da riferire, comunque, alla volontà dell’interessato che, per motivi organizzativi che attengono alla sfera di personali decisioni, potrà differirne la fruizione in un periodo di tempo ragionevolmente congruo rispetto all’evento”.

Sempre l’ARAN, in risposta ad un altro quesito per il comparto Scuola (Esiste un limite temporale entro cui fruire dei permessi retribuiti per lutto?), riafferma:

A parere di questa Agenzia, l’art. 15, comma 1, alinea II^ del CCNL 29/11/2007 del comparto Scuola che disciplina i permessi retribuiti per lutto, seppure non disponga il limite temporale entro cui utilizzare i 3 giorni concessi al dipendente avente diritto, autorizza, comunque, l’utilizzo non oltre un ragionevole lasso di tempo dall’evento stesso in considerazione della natura specifica che origina tali permessi.

Nel caso paradossale proposto nel quesito, a nostro avviso, il dipendente potrà beneficiare di altri istituti normativi del contralto di lavoro, come ferie o permesso retribuito per particolari motivi personali e familiari.”

Pertanto, il permesso per lutto può essere fruito in occasione dell’evento, e, quindi, con una decorrenza che può essere spostata anche di qualche giorno rispetto all’evento stesso, anche in modo non continuativo.

Laddove sia necessaria una fruizione posticipata legata a motivi organizzativi che attengono alla sfera di personali decisioni (es. necessità di recarsi a distanza di tempo nella località ove è sepolta la persona defunta per espletare pratiche burocratiche), questa dovrà avvenire in un periodo di tempo ragionevolmente congruo. In questo caso, quindi, la richiesta del permesso deve avere attinenza con l’evento e con necessità oggettiva connesso ad esso.

È ovvio che più la richiesta di permesso si allontana dall’evento tanto più il dipendente dovrà documentare i motivi che possono richiedere una fruizione posticipata del permesso.

In questo caso spetterà dunque anche al dirigente, in base alla documentazione prodotta del dipendente, la valutazione del “periodo di tempo ragionevolmente congruo”.

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