Congedo parentale: differenza tra “durata” e retribuzione

Silvia  – Buongiorno, dopo la lettura della seguente pagina http://www.orizzontescuola.it/news/congedi-maternit-e-paternit-novit ho chiesto alla scuola in cui lavoro di raggiungere i sei mesi di congedo facoltativo nonostante mio marito avesse usufruito di 15 giorni. La segreteria mi ha risposto che il periodo spettante è di 6 mesi totali, quindi hanno decurtato 15 giorni alla mia richiesta. Le chiedo gentilmente quale è la richiesta corretta.

Paolo Pizzo – Gentilissima Silvia,

un conto è la retribuzione del congedo, un altro è il numero complessivo dei mesi di cui è possibile fruire per entrambi i genitori.

Ai sensi del T.U. 151/01, come novellato dalla legge 80/2015, il congedo può essere fruito da ogni genitore anche se l’altro non ne ha diritto.

La durata dei periodi individuali di congedo parentale sono:

  • Per la madre un periodo non superiore a sei mesi;
  • Per il padre (anche se la madre non è lavoratrice) un periodo non superiore a sette mesi.

La durata del periodo complessivo, ovvero fruito da parte di entrambi i genitori, è pari ad undici mesi. Madre e padre possono fruire del congedo parentale anche contemporaneamente ed il padre lo può utilizzare anche durante l’astensione obbligatoria della madre e/o durante la fruizione dei riposi orari della madre.

Quanto detto riguarda la “durata” del congedo.

Altro discorso è invece la questione retribuzione:

in questo caso, infatti, di tutti i mesi a disposizione individualmente (max 6 madre e 5 padre o viceversa….oppure 7 padre e 4 madre) e complessivamente (fino a 11), solo 6 mesi, complessivamente fruiti, sono retribuiti:

i primi 30 gg al 100% e poi gli altri 5 mesi al 30% qualora fruiti entro un certo anno del bambino, così come specificato nella scheda che hai letto.

Ciò però non vuol dire che al termine di questi 6 mesi i genitori non abbiano più diritto al congedo.

Hanno diritto fino al massimo stabilito dalla legge, ma non è prevista la retribuzione.

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