Assenza per poter svolgere un ciclo di cure fisioterapiche. Chiarimenti per la scuola

Scuola – un dipendente della ns. istituzione scolastica lavoratore in qualita’ di collaboratore scolastico ha chiesto di assentarsi per ciclo di fisioterapia durante l’orario di servizio  si chiede di conoscere come si configurano queste assenze e se devono essere recuperate dal dipendente.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

non esistono dei permessi specifici per il caso in questione.

pertanto si elencano le possibilità.

L’art 53 del CCNL/2007 dispone per il personale ATA che I dipendenti che si trovino in particolari situazioni previste dalle leggi n.1204/71, n.903/77, n.104/92 e d.lgs. 26.03.2001, n.151, e che ne facciano richiesta, vanno favoriti nell’utilizzo dell’orario flessibile compatibilmente con  le esigenze di servizio anche nei casi in cui lo stesso orario non sia adottato dall’istituzione scolastica o educativa. Successivamente potranno anche essere prese in considerazione le eventuali necessità del personale – connesse a situazioni di tossicodipendenze, inserimento di figli in asili nido, figli in età scolare, impegno in attività di volontariato di cui alla legge n.266/91 – che ne faccia richiesta, compatibilmente con l’insieme delle esigenze del servizio, e tenendo anche conto delle esigenze prospettate dal restante personale.

Non rientra quindi nei casi di cui sopra.

Rimangono a mio avviso o i permessi brevi di cui all’art 16, di durata non superiore alla metà dell’orario giornaliero individuale di servizio e soggetti a recupero (fino ad un massimo di 36 ore per il personale ATA), oppure la malattia.

È proprio in quest’ultimo caso potrebbero rientrare le assenze del dipendente in questione se debitamente certificate.

Pur infatti non esistendo più il congedo straordinario retribuito per “cure termali”, il comma 3 dell’art.13 della legge 638/1983 aveva comunque disposto che “per i lavoratori dipendenti pubblici e privati le prestazioni idrotermali possono essere concesse, fuori dai congedi ordinari e dalle ferie annuali, esclusivamente per effettive esigenze terapeutiche o riabilitative connesse a stati patologici in atto, su motivata prescrizione di un medico specialista delle unità sanitarie locali, ovvero limitatamente ai lavoratori avviati alle cure dall’INPS o dall’ INAIL, su motivata prescrizione dei predetti istituti”.

Pertanto, le cosiddette “cure termali” possono avvenire solo durante un periodo di ferie.

Eccezionalmente, però, tali cure si possono imputare all’assenza per malattia per effettive esigenze terapeutiche o riabilitative connesse a stati patologici in atto certificati. Le assenze rientreranno nel periodo di comporto e pertanto il riferimento è l’art. 17 commi 1 e 2 del CCNL/2007.

 

 

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