Supplenza per il dipendente titolare di ditta individuale agricola. Chiarimenti per il Dirigente

Dirigente scolastico – Buongiorno, stiamo procedendo alla nomina dei supplenti, con contratto fino al 30 giugno, sui posti attribuiti alla nostra scuola e non occupati nella fase C delle assunzioni. Un docente vorrebbe accettare 9 ore su 18 di una cattedra essendo titolare di ditta individuale agricola. Sussiste incompatibilità anche con contratto che non superi il 50%dell’orario di cattedra oppure (come sostiene il docente) possiamo conferirgli la supplenza?Ringraziamo per la consulenza con i migliori auguri di un sereno 2016.

Paolo Pizzo – Gentile dirigente,

l’art. 53, comma 1, del D.L.vo n. 165 del 2001 stabilisce che resta ferma per tutti i dipendenti pubblici la disciplina delle incompatibilità dettata dagli artt. 60 e segg. del DPR n. 3 del 1957, che vietano ai lavoratori pubblici l’esercizio di attività commerciali ed industriali, l’esercizio di professioni, l’assunzione di impieghi alle dipendenze di privati e di cariche in società aventi fine di lucro.

La titolarità di un’attività commerciale è vietata al docente anche nell’ipotesi di rapporto a tempo parziale, così si è espresso l’Ufficio legale dell’USR Emilia Romagna:

“La distinzione tra la figura più generica di lavoratore autonomo – prestatore d’opera – e quella più specifica di imprenditore, non risiede pertanto nella mancanza del vincolo di subordinazione – requisito assente in entrambe le categorie – quanto invece nella natura dell’attività propriamente svolta. Il lavoratore autonomo individuato nel codice civile svolge infatti un’attività prevalentemente intellettuale, avvalendosi essenzialmente delle proprie doti naturali, delle proprie conoscenze ed esperienze di studio. L’imprenditore invece, svolge un’attività economica organizzata in campo commerciale che può consistere nella produzione e scambio di beni e servizi, in attività intermediarie, nella circolazione di beni, nel trasporto di persone o cose, nonché in attività bancarie e assicurative”.

Detto questo, il Consiglio di Stato si è espresso in modo favorevole per la compatibilità con il lavoratore di dipendente pubblico se si tratta di  partecipazione in società agricole a conduzione familiare qualora l’impegno richiesto sia modesto o non continuativo, mentre ha invece ritenuto incompatibile l’esercizio di attività artigianale in maniera professionale e lucrativa per la produzione di beni e servizi. In questo caso, infatti, presupponendo quindi anche un’assunzione di personale (es. braccianti), non può trattarsi di attività occasionale e di conseguenza rientrerebbe a pieno titolo in un’attività imprenditoriale e nella relativa incompatibilità.

A mio avviso è quindi necessario che il DS sappia con certezza il tipo di attività che andrà a svolgere il dipendente per poterne valutare la effettiva compatibilità o meno con lo status di docente (anche ad orario parziale).

Inoltre, si evidenzia come il Regolamento delle supplenze non permette il frazionamento di una cattedra per il docente totalmente inoccupato. Altresì bisognerebbe chiedere all’ATP di riferimento se permette il frazionamento della cattedra di potenziamento. Ci risulta infatti che molti ATP non lo permettano.

Ricambio gli auguri a nome di tutta le redazione.

 

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