Esami prenatali: non è possibile chiedere alla docente il recupero delle ore non prestate

Laura – Gentile Lalla e tutta la Redazione di OS, sono una docente a tempo indeterminato, lavoro presso un istituto comprensivo alla secondaria di I grado, sono al 5° mese di gravidanza e a breve dovrò fare l’ecografia morfologica, che mi hanno fissato in orario scolastico, ho chiesto 2 ore di permesso per tale giorno alla segreteria, specificando che si trattava di esami prenatali, ma mi hanno detto che dovrò comunque recuperare le 2 ore. E’ possibile che non ci sia una tutela per le donne in gravidanza, che devono effettuare determinati controlli in periodi ben stabiliti, non si tratta di visite generiche. Grazie per l’attenzione.

Paolo Pizzo – Gentilissima Laura,

si premette che ai sensi dell’art. 14 del T.U. 151/01, le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici ovvero visite mediche specialistiche che debbano essere eseguiti durante l’orario di lavoro.

Per la fruizione di tali permessi  deve essere presentata alla sede di appartenenza apposita istanza e successivamente la relativa documentazione giustificativa attestante la data e l’orario di effettuazione degli esami.

L’INPS già nel 2002 con circolare 139 aveva precisato che “Tali permessi non configurano assenza per malattia, né sono riconducibili alla normativa in materia di permessi per visite specialistiche“.

L’ARAN ha avuto modo di specificare  che “I permessi per esami prenatali, di cui all’art.14 del D.Lgs.n.151/2001, debbono essere ricompresi nella categoria dei “permessi retribuiti” previsti da specifiche disposizioni legislative“, e che “non possa esservi alcun dubbio sul diritto della lavoratrice ai permessi retribuiti previsti dall’art. 14 del D. Lgs. 151/2001; come pure è evidente che le relative ore di assenza dal lavoro non devono essere recuperate.

Quanto al fatto che tali permessi non troverebbero riscontro nei vigenti CCNL, premesso che trattandosi di disciplina applicabile a tutti i lavoratori, pubblici e privati, non v’è alcun bisogno di una specifica clausola contrattuale, essendo sufficiente la generale previsione dell’art.2, comma 2, del D. Lgs. n.165/2001“.

Pertanto non è possibile chiedere alla dipendente il recupero delle ore non prestate.

 

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