Aspettativa per raggiungere il coniuge all’estero: la richiesta non è subordinata al superamento del periodo di prova

Paola  – Vorrei sapere se posso chiedere un’ aspettativa per l’ a.s. che seguira’ ( mio marito lavora all’ estero) pur non avendo superato l’ anno di prova (ora sono in astensione facoltativa) grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Paola,

la Legge 11 febbraio 1980, n. 26 (Norme relative al collocamento in aspettativa dei dipendenti dello Stato il cui coniuge, anche esso dipendente dello Stato, sia chiamato a prestare servizio all’estero) prevede (artt. 1-4):

“L’impiegato  dello  Stato,  il  cui  coniuge  – dipendente civile o militare della pubblica amministrazione – presti servizio all’estero, puo’   chiedere   di   essere   collocato   in   aspettativa  qualora l’amministrazione   non  ritenga  di  poterlo  destinare  a  prestare servizio nella stessa localita’ in cui si trova il coniuge, o qualora non sussistano i presupposti per un suo trasferimento nella localita’ in questione.

L’aspettativa,  concessa  sulla base dell’articolo 1 della presente legge,  puo’  avere  una durata corrispondente al periodo di tempo in cui  permane  la  situazione  che  l’ha  originata.  Essa puo’ essere revocata in qualunque momento per ragioni di servizio o in difetto di effettiva permanenza all’estero del dipendente in aspettativa.

L’impiegato in aspettativa non ha diritto ad alcun assegno.

Il tempo trascorso in aspettativa concessa ai sensi dell’articolo 1 della  presente  legge non e’ computato ai fini della progressione di carriera,  dell’attribuzione  degli  aumenti periodici di stipendio e del trattamento di quiescenza e previdenza.

L’impiegato  che  cessa da tale posizione prende nel ruolo il posto di   anzianita’   che   gli  spetta,  dedotto  il  tempo  passato  in aspettativa.

Qualora l’aspettativa si protragga oltre un anno, l’amministrazione ha  facolta’  di  utilizzare  il  posto  corrispondente ai fini delle assunzioni.  In  tal  caso,  l’impiegato  che  cessa dall’aspettativa occupa  –  ove  non  vi  siano  vacanze  disponibili  –  un  posto in soprannumero da riassorbirsi al verificarsi della prima vacanza.”

La Legge 25 giugno 1985, n. 333 (estensione dei benefici di cui alla legge 11 febbraio 1980, n. 26 , ai dipendenti statali il cui coniuge presti servizio all’estero per conto di soggetti non statali) ha previsto che ai fini dell’aspettativa il lavoro del coniuge possa anche essere non statale:

“il dipendente statale, il cui coniuge presti servizio all’estero per conto di soggetti non statali, può chiedere il collocamento in aspettativa a norma della legge 11 febbraio 1980, n. 26”.

Pertanto, ai sensi delle leggi citate l’aspettativa può durare per tutto il periodo di servizio all’estero del coniuge e non ha un limite legale di durata.

Per ciò che invece riguarda i documenti da produrre:

  • se il lavoro del coniuge all’estero è alle dipendenze di soggetti statali, può bastare anche un’autocertificazione;
  • se il datore di lavoro è invece un soggetto privato, sarebbe meglio produrre la documentazione attestante l’attività svolta.

Nella norma non è richiesto il superamento del periodo di prova per poter richiedere l’aspettativa.

Pertanto la richiesta non è subordinata al superamento dell’anno di prova e quest’ultimo sarà di conseguenza rimandato fin quando il docente non sarà rientrato in effettivo servizio.

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