Collegio dei docenti: bisogna motivare il voto di astensione?

Gabriella – Mi è stato chiesto di motivare per iscritto l’astensione al voto di una delibera del collegio docenti. È’ corretto? Ringrazio vivamente.

Paolo Pizzo – Gentilissima Gabriella,

il riferimento principale a cui attenersi è l’art 37 del DLvo 297/94 il quale dispone:

  1. L’organo collegiale è validamente costituito anche nel caso in cui non tutte le componenti abbiano espresso la propria rappresentanza.
  2. Per la validità dell’adunanza del collegio dei docenti, del consiglio di circolo e di istituto, del consiglio scolastico distrettuale, del consiglio scolastico provinciale e relative sezioni, del Consiglio nazionale della pubblica istruzione e relativi comitati, nonché delle rispettive giunte, è richiesta la presenza di almeno la metà più uno dei componenti in carica.
  3. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi, salvo che disposizioni speciali prescrivano diversamente. In caso di parità, prevale il voto del presidente.
  4. La votazione è segreta solo quando si faccia questione di persone.

La giurisprudenza ha stabilito che ai fini del quorum funzionale per l’approvazione delle deliberazioni, coloro che si sono astenuti vanno esclusi dal computo dei presenti, atteso che l’astensione significa volontà di non partecipare alla discussione ed al voto.

Il Consiglio di Stato, in particolare, ha ribadito  che  prevedere espressamente la computabilità degli astenuti ai fini della “validità” della seduta, ha come obiettivo quello di evitare che l’astensione, ossia la dichiarazione di non voler o poter votare, possa strumentalmente essere utilizzata per condizionare il numero legale.

In poche parole l’astensione al voto nelle sedute degli organi non “perfetti” (ovvero quelle sedute che non hanno bisogno della presenza e del voto di tutti i componenti per essere ritenute valide) è considerato voto “nullo” con la conseguenza che si devono contare solo i voti “SI’ (a favore) e “NO (contrari) per decidere l’approvazione o meno della deliberazione in oggetto.

Se quindi nella seduta del collegio dei docenti ci sono 30 votanti, 11 votano a favore, 10 sono contrari e 9 sono gli astenuti, la deliberazione è da ritenere comunque valida e vincono gli 11 voti a favore perché gli astenuti non devono essere contati (sono voti “inespressi” e quindi non possono essere considerati ai sensi del comma 3 del T.U. sopra citato).

Detto questo, le astensioni non hanno bisogno di essere motivate perché già di per sé l’astensione vuol dire non partecipare alla votazione. E chi non vuole partecipare non ha bisogno di motivarlo.

In conclusione l’astensione al voto non fa venire meno la validità della seduta e quindi se sia motivata o meno è irrilevante.

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