Completamento orario scuola statale e paritaria. Chiarimenti per il Dirigente

Dirigente Scolastico  – Gent.ma Redazione. Vorremmo porre un quesito sui completamenti d’orario previsti dall’art. 4 del D.M. 13 giugno 2007. Nel nostro istituto  si è verificata la disponibilità di n. 6 ore settimanali di Educazione fisica nella scuola secondaria di I grado. Il primo dei docenti convocati ha dichiarato di essere impegnato presso una scuola primaria paritaria per n. 22 ore su 24  settimanali in qualità di  “insegnante a tempo indeterminato di Educazione motoria di base” con rapporto di lavoro regolato dal CCNL AGIDAE. Il medesimo docente ha chiesto l’attribuzione di due ore delle sei proposte, rivendicando il diritto al completamento d’orario, già concesso negli anni precedenti in altre istituzioni scolastiche statali. A parere di chi scrive tale completamento è impossibile in quanto si tratta di ordini di scuole con orario non omogeneo. Al di là della normativa sul completamento d’orario, si chiede di sapere se esiste una norma, eventualmente rientrante nella sfera della  compatibilità/incompatibilità, che preveda che i  lavoratori impegnati in attività educative, di istruzione e di formazione nel settore privato e nelle scuole paritarie a gestione privata possano svolgere contemporaneamente  attività  di insegnamento nelle scuole statali. Nella speranza di ricevere quanto prima il Vostro prezioso contributo, si porgono cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentile Dirigente,

l’art. da Lei citato dispone che  è possibile conseguire il completamento d’orario, esclusivamente nell’ambito di una sola provincia, fino al raggiungimento dell’orario obbligatorio di insegnamento previsto per il corrispondente personale di ruolo. ..Nel predetto limite orario il completamento è conseguibile con più rapporti di lavoro a tempo determinato da svolgere in contemporaneità esclusivamente per insegnamenti appartenenti alla medesima tipologia, per i quali risulti omogenea la prestazione dell’orario obbligatorio di insegnamento prevista per il corrispondente personale di ruolo. E che per il personale docente della scuola secondaria il completamento dell’orario di cattedra può realizzarsi per tutte le classi di concorso, sia di primo che di secondo grado, sia cumulando ore appartenenti alla medesima classe di concorso sia con ore appartenenti a diverse classi di concorso ma con il limite rispettivo di massimo tre sedi scolastiche e massimo due comuni, tenendo presente il criterio della facile raggiungibilità. Il completamento d’orario può realizzarsi, alle condizioni predette, anche tra scuole statali e non statali con rispettiva ripartizione dei relativi oneri.

Pertanto l’unico completamento orario, anche tra scuola statale e paritaria, quando si tratta di ordini e gradi diversi di scuola, è previsto solo tra I e II grado perché l’orario settimanale obbligatorio coincide (18 ore). Per il resto non è possibile completare.

Per ciò che riguarda i docenti già interpellati e impegnati nel privato, in via generale si ricorda che le incompatibilità dei pubblici dipendenti sono indicate nell’art. 53 del D.Lgs. 165 del 2001 e nell’art. 60  d.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3.

In particolare quest’ultimo prevede che l’impiegato non può esercitare il commercio, l’industria, né alcuna professione o assumere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in società o enti per le quali la nomina è riservata allo Stato e sia all’uopo intervenuta l’autorizzazione del Ministro competente.

Per i docenti il tutto viene ripreso dall’art. 508, comma 10 del D.Lgs. 297/94 il quale dispone che il docente non può esercitare attività commerciale, industriale e professionale, né può assumere o mantenere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in società od enti per i quali la nomina è riservata allo Stato e sia intervenuta l’autorizzazione del Ministero della pubblica istruzione.

Ricordiamo che il comma 6 dell’art. 53 del D.Lgs. 165 del 2001 consente, in presenza di rapporti di lavoro a tempo parziale non superiore al 50% di quello a tempo pieno o allorché sussistano determinate condizioni sostanziali e procedimentali, sia il conferimento di incarichi diversi dai compiti di ufficio da parte delle Amministrazioni ai propri dipendenti, sia l’autorizzabilità di incarichi provenienti da soggetti terzi.

Restano compatibili quelle attività che rispondono ai criteri di l’occasionalità, la saltuarietà, la mancanza di conflitto di interessi con l’Amministrazione. Sempreché ovviamente ci sia compatibilità oraria in quanto l’attività privata deve essere svolta necessariamente al di fuori dell’orario di servizio.

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