Permesso per motivi personali e familiari: dev’essere concesso e il docente può anche autocertificare i motivi

Laura  – Salve,ho un problema familiare per cui non posso essere presente allo scrutinio intermedio, leggendo un po’ sul web mi sembra di avere capito che posso chiedere un permesso per motivi familiari, presentando un’autocertificazione, in modo da essere sostituita. Purtroppo non ho avuto modo di parlare con la Dirigente poichè è in ferie, ma vorrei capire c’è la possibilità che lei mi rifiuti il permesso? Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Laura,

Il permesso per motivi personali o familiari è espressamente previsto per il personale docente, educativo ed ATA dagli artt. 15/2 e 19/7 del CCNL comparto Scuola.

Il dipendente è tenuto a presentare con un ragionevole anticipo (a meno di motivi urgenti e imprevedibili) richiesta di congedo redatta per iscritto, in carta semplice, indirizzata al proprio dirigente scolastico contenente la ragione per cui è richiesto il permesso e la durata dell’assenza.

I motivi possono anche essere esplicitati al dirigente in forma riservata. Quest’ultimo, infatti, in qualità di capo di istituto è tenuto al segreto d’ufficio.

Non vi è obbligo di “certificazione” ma di “autocertificazione”.

A tal proposito giova infatti ricordare che i motivi familiari e personali non devono essere “particolari” o “gravi”, né è indicato dalla norma che devono essere obbligatoriamente documentati o certificati (possono infatti essere autocertificati).

Non esiste però una casistica di “motivi personali o familiari”.

Le esigenze del lavoratore possono identificarsi con tutte quelle situazioni configurabili come meritevoli di apprezzamento e di tutela secondo il comune consenso, in quanto attengono al benessere, allo sviluppo ed al progresso dell’impiegato inteso come membro di una famiglia o anche come persona singola (Corte Conti, sez. contr., 3 febbraio 1984, n.1415).

Detto questo, il dirigente non può in nessun caso rifiutare il permesso ritenendo futili i motivi a supporto della richiesta. Non compete infatti all’Amministrazione ritenere “validi” o meno i motivi personali o familiari indicati dal dipendente.

Pertanto comunicherai l’assenza con autocertificazione indicandone i motivi e verrai così sostituita durante lo scrutinio con un altro collega.

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