Malattia del figlio senza retribuzione o aspettativa per motivi personali? Chiarimenti

Alessandra  – vorrei sciogliere un quesito al quale vari sindacati non mi hanno saputo rispondere:sono una docente di Lettere (A043) con nomina fino al 30 giugno, attualmente in congedo parentale per mio figlio di 8 mesi. Poiché sono in difficoltà nel rientrare al lavoro al termine del congedo, vorrei sapere che differenza c’è (a livello economico e previdenziale) fra l’aspettativa per motivi di famiglia e il congedo per malattia di mio figlio oltre i trenta giorni al 100% di cui ho già usufruito. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Alessandra,

la regolamentazione del congedo di malattia del figlio e relativa indennità è contenuta nel Capo VII del D. Lgs. n. 151/2001 e successive modificazioni, più precisamente nell’art. 47.

Tale congedo (Capo VII del D. Lgs. n. 151/2001) è autonomo rispetto al congedo parentale che è collocato al capo V dello stesso T.U.

Le disposizioni che riguardano la Scuola sono contenute negli artt. 12 (personale a tempo indeterminato) e 19 (personale a tempo determinato) del CCNL del Comparto Scuola.

L’art. 12 recita che Successivamente al periodo di astensione di cui al comma 2 [congedo obbligatorio] e sino al compimento del terzo anno di vita del bambino, nei casi previsti dall’art. 47, comma 1, del D. L.gs. n. 151/2001, alle lavoratrici madri ed ai lavoratori padri  sono riconosciuti trenta giorni per ciascun anno di età del bambino, computati complessivamente per entrambi i genitori…

Dalle norme citate si evince chiaramente che per malattia di ciascun figlio di età non superiore a tre anni, il diritto ad assentarsi è esteso fino al terzo anno di età del figlio, compreso il giorno del compimento del terzo anno di età, ed è senza alcun limite di giorni. Di questi solo i primi 30, per ogni anno del figlio, sono retribuiti.

La norma contenuta nel T.U. però indica anche che tutti i periodi di congedo per malattia del figlio, retribuiti e non retribuiti, sono considerati utili ai fini dell’anzianità di servizio (punteggio per le Graduatorie permanenti/esaurimento/istituto e ai fini della validità dell’anno di servizio per il personale docente di ruolo) e altresì utili agli effetti del diritto alla pensione.

Durante i periodi di congedo in cui non viene corrisposta nessuna retribuzione, la lavoratrice madre e il lavoratore padre hanno diritto per l’intera retribuzione mancante alla contribuzione figurativa da accreditarsi secondo le disposizioni di cui alla legge 151/1981.

Inoltre, durante i periodi di assenza per malattia del figlio, fino al compimento del terzo compleanno, ai fini pensionistici, i dipendenti hanno diritto alla copertura mediante contribuzione figurativa che viene accreditata direttamente dall’INPDAP a seguito domanda del dipendente.

Per ciò che riguarda l’aspettativa per motivi di famiglia ti invito a leggere questo articolo.

In conclusione ti dico che è sicuramente più conveniente utilizzare la malattia del figlio (fino ai 3 anni e laddove ovviamente si abbia necessità) rispetto all’aspettativa per motivi di famiglia.  I motivi risiedono nel riconoscimento dell’anzianità di servizio e tutto quanto detto che risultano un trattamento di miglior favore, a parità di non retribuzione, con l’aspettativa per motivi di famiglia e personali.

 

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