Permesso per matrimonio: è possibile fruire dei 15 gg di congedo in occasione della “promessa”?

Francesca  – prof.ssa d’inglese alla scuola secondaria di primo grado. Ti scrivo per chiederti info su giorni di permesso riguardanti la promessa di matrimonio.. io lavoro sul lago di Garda ma sono residente in Calabria.. ho diritto a giorni di permesso per la promessa di matrimonio in comune? Mi sposerò ad agosto, per il matrimonio ho diritto a qualche gg anche se nn é nel periodo scolastico?Grazie in anticipo per la risposta Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Francesca,

l’art. 15 comma 3 del CCNL/2007 prevede che il dipendente (docente e ATA) ha diritto ad un permesso retribuito continuativo e non fraziona­bile di quindici giorni che decorrono dalla data indicata dal dipendente stesso e comunque in uno spazio temporale compreso tra una settimana prima e due mesi successivi al matrimonio stesso; nel periodo, continuativo e non frazionabile, si conteggiano tutti i giorni ricadenti all’interno dello stesso anche non lavorativi e festivi.

La norma così formulata  non lascia spazio ad interpretazioni, pertanto ciò che rileva ai fini della fruizione del permesso è solo il “matrimonio”, atteso che la cosiddetta “promessa” non è altro che un primo passaggio burocratico per ottenere il permesso di sposarsi ovvero non è altro che una libera dichiarazione senza nessun vincolo giuridico.

Giova infatti ricordare che ai sensi dell’art. 78 del c.c. “La promessa di matrimonio non obbliga a contrarlo né ad eseguire ciò che si fosse convenuto per il caso di non adempimento”. Non vi è quindi alcuna valenza giuridica.

In poche parole la validità giuridica, anche ai fini del permesso, è riconosciuta al matrimonio civile ovvero quello ai sensi dell’art. 8 della Legge 25 marzo 1985, n. 121 secondo cui “Sono riconosciuti gli effetti civili ai matrimoni contratti secondo le norme del diritto canonico, a condizione che l’atto relativo sia trascritto nei registri dello stato civile, previe pubblicazioni nella casa comunale.

Subito dopo la celebrazione, il parroco o il suo delegato spiegherà ai contraenti gli effetti civili del matrimonio, dando lettura degli articoli del codice civile riguardanti i diritti ed i doveri dei coniugi, e redigerà quindi, in doppio originale, l’atto di matrimonio, nel quale potranno essere inserite le dichiarazioni dei coniugi consentite secondo la legge civile.”

In conclusione, dal momento che la norma pone uno stretto collegamento tra l’evento matrimonio e la fruizione del permesso (…tra una settimana prima e due mesi successivi al matrimonio stesso…), non è possibile fruire del permesso in via anticipata rispetto al verificarsi stesso dell’evento matrimonio che ne costituisce il fondamento legittimante.

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