Ferie non godute in riferimento a più anni. Chiarimenti per la scuola

Scuola – Le chiedo gentilmente di darmi un parere circa questa annosa questione. Tra il nostro personale c’è un collaboratore scolastico che per ben due anni ha alternato periodi di congedo per malattia e infortunio. A causa di questo non ha potuto fruire delle ferie maturate. Oggi è rientrato in servizio e ci chiede di poter fruire delle ferie maturate nell’a.s. 2013/14, quindi di 2 anni fa. Come dobbiamo comportarci? Abbiamo consultato tutta la normativa in proposito, ma, mentre è chiaro il periodo di proroga della fruizione delle ferie maturate nell’anno precedente, non si fa menzione di ferie di anni precedenti non fruite. C’è un limite massimo? Grazie per l’aiuto che vorrà fornirci nel dirimere la questione. Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentile scuola,

si premette che l’art. 13, comma 10, del CCNL del 29.11.2007 del comparto scuola, prevede espressamente che: in caso di particolari esigenze di servizio ovvero in caso di motivate esigenze di carattere personale e di malattia, che abbiano impedito il godimento in tutto o in parte delle ferie nel corso dell’anno scolastico di riferimento, le ferie stesse saranno fruite dal personale docente, a tempo indeterminato, entro l’anno scolastico successivo nei periodi di sospensione dell’attività didattica. In analoga situazione, il personale ATA fruirà delle ferie non godute non oltre il mese di aprile dell’anno successivo, sentito il parere del DSGA.

Ovviamente tra le cause di rinvio delle ferie rientrano anche i periodi di malattia (che tra l’altro non fanno diminuire il numero di ferie spettanti) o qualunque altro motivo non dipendente dalla volontà del lavoratore.

Pertanto, in generale, il collaboratore scolastico potrà fruire delle ferie maturate nell’anno precedente entro il 30 aprile dell’anno successivo.

Per il caso in questione, cioè quando si tratta di più anni, l’ARAN ha avuto modo di precisare che:

“essendo le ferie un diritto irrinunciabile, le stesse devono comunque essere fruite, atteso che la precedente regolamentazione in materia di monetizzazione delle ferie è stata superata dalle disposizioni legislative vigenti (D.L. n. 95/2012 convertito dalla legge n. 135/2012). Quindi alla luce di tali ultime considerazioni, si ritiene che, in circostanze eccezionali, il dipendente possa fruire delle ferie anche al di là dei termini prefissati. In tale caso sarà l’amministrazione a stabilire i periodi di fruizione in quanto, ai sensi dell’art.2109 del c.c., le ferie sono assegnate dal datore di lavoro “tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del lavoratore”. Da ultimo, occorre ricordare che in caso di disservizi o inefficienze  organizzative o gestionali, il dirigente potrebbe essere chiamato a risponderne nell’ambito della responsabilità dirigenziale prevista dall’art. 21 del  D.Lgs n. 165/2001.”

A completamento faccio notare come il comma 10 sopra citato dispone che le ferie non godute sono fruite “….di norma non oltre il mese di aprile dell’anno successivo….”.

In conclusione, non è un caso che si utilizzi quel “di norma….” in quanto appunto possiamo trovarci in casi eccezionali come quello di cui al quesito la cui soluzione positiva di far fruire comunque al dipendente le ferie non godute di anni precedenti è confermata anche dall’ARAN.

 

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