Trasferimento e precedenza per coniuge militare: per essere valida il coniuge deve risultare trasferito d’autorità

Adele – Sono un’insegnante della scuola Primaria assunta in fase C nella provincia X, diversa da quella di residenza. Ho letto che ci sono anticipazioni circa le precedenze inerenti le prossime procedure di mobilità. Essendo moglie di un militare che presta servizio nella provincia di residenza, vorrei sapere (dato che al punto VI delle preferenze vengono citati i coniugi dei militari) se è necessario che il militare in questione sia stato trasferito d’ autorità o tale requisito non è necessario, visto che non è specificato nell’elenco delle precedenze. Vi ringraziò anticipatamente per la risposta che mi interessa particolarmente dato che sono più di mille chilometri da casa con due figli.

Giovanna Onnis – Gentilissima Adele,

dalle anticipazioni fornite da OrizzonteScuola sembra che le precedenze previste per la mobilità 2015/16 saranno confermate anche per il prossimo anno scolastico.

Prendendo come riferimento il CCNI 2015/16, non disponendo ancora del contratto integrativo per il prossimo anno scolastico, la precedenza di cui parli è inserita nell’art.7 comma 1 parte VI):

PERSONALE CONIUGE DI MILITARE O DI CATEGORIA EQUIPARATA
In base al disposto dell’art. 17, legge 28.07.1999 n. 266 e dell’art. 2, legge 29/03/2001 n. 86, il personale scolastico coniuge convivente rispettivamente del personale militare cui viene corrisposta l’indennità di pubblica sicurezza e che si trovi nelle condizioni previste dalle citate norme, ha titolo, nell’ambito della fase dei trasferimenti intercomunali, alla precedenza nel trasferimento ai comuni richiesti a condizione che la prima preferenza espressa nel modulo domanda si riferisca alla sede nella quale è stato trasferito d’ufficio il coniuge, ovvero abbia eletto domicilio all’atto del collocamento in congedo, in mancanza di istituzioni scolastiche richiedibili, al comune viciniore. Analoga precedenza è loro riconosciuta, nella fase dei trasferimenti interprovinciali ai fini del trasferimento nella provincia ed alle sedi residue dopo i trasferimenti nell’ambito di tale provincia. Tale precedenza, pertanto, non si applica alla prima fase dei trasferimenti ed alla mobilità professionale.
Per fruire di tale precedenza gli interessati dovranno contrassegnare l’apposita casella del modulo domanda ed allegare la documentazione prevista al successivo art. 9.
I beneficiari di tale precedenza, nel solo caso di trasferimento d’ufficio del coniuge, possono presentare domanda di movimento oltre i termini previsti dalle presenti disposizioni nel caso in cui il trasferimento del coniuge avvenga dopo la scadenza di detti termini. Tali domande non possono, comunque, essere inoltrate oltre le scadenze rispettivamente previste, per ogni categoria di personale e per ogni ordine e grado di scuola, dall’O.M. sulla mobilità del personale scolastico.
Dopo tali scadenze, infatti, le predette esigenze di ricongiungimento al coniuge trasferito, possono essere esaminate solo in sede di operazioni di mobilità aventi effetti limitati ad un solo anno scolastico.

E’ vero che non compare l’esplicitazione che il coniuge militare deve risultare trasferito d’autorità, ma viene fatto riferimento all’art. 17 della legge 28.07.1999 n. 266 che ti riporto:

Art. 17.
(Disposizioni concernenti il trasferimento del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia).
1. Il coniuge convivente del personale in servizio permanente delle Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, del Corpo della Guardia di finanza e delle Forze di polizia ad ordinamento civile e degli ufficiali e sottufficiali piloti di complemento in ferma dodecennale di cui alla legge 19 maggio 1986, n. 224, trasferiti d’autorita’ da una ad altra sede di servizio, che sia impiegato in una delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, ha diritto, all’atto del trasferimento o dell’elezione di domicilio nel territorio nazionale, ad essere impiegato presso l’amministrazione di appartenenza o, per comando o distacco, presso altre amministrazioni

Come puoi notare, quindi, è chiaro che il trasferimenti d’autorità del coniuge è un requisito indispensabile per poter usufruire della precedenza citata. Conseguentemente tale precedenza non è valida se si tratta di trasferimento volontario

Posted on by nella categoria Mobilità, Varie
Versione stampabile
ads ads