Mobilità: dopo l’assegnazione ad un ambito territoriale, come farò a scegliere la scuola

Titti – Redazione OS, assunta in fase C presto servizio nella scuola B del paese M (scuola da me scelta in sede di convocazione per il ruolo presso il “Provveditorato”) ricompreso nel nuovo ambito territoriale Y. In domanda di mobilità come primo ambito territoriale indico il medesimo ambito territoriale Y.

In ipotesi, all’esito delle (prossime) operazioni di mobilità rientro nel medesimo ambito territoriale Y. Come avverrà l’assegnazione della scuola? Vorrei restare nella scuola B. Ci sarà data possibilità di scelta della scuola? E quando e come potrà essere effettuata questa scelta? Ci saranno nuove convocazioni con scelta della scuola com’è stato in fase di assunzione in ruolo?

risposta – gent.ma, su questo argomento ci sono delle indicazioni che già conosciamo, perchè provengono dalla legge 107/2015 e altre che devono ancora essere costruite, in quanto saranno oggetto di una apposita trattativa tra Miur e sindacati.

Pertanto, quanto ti diciamo oggi è la base per una trattativa ancora da condurre, per cui ci potranno essere delle modifiche.Mobilità 2016/17: chiamata diretta per incarico triennale nell’ambito territoriale andrà in un accordo a parte

Intanto, cosa dice la legge. Nel momento in cui ti viene assegnata una provincia e un ambito territoriale

La legge 107/2015 a questo proposito dice

” 79. A decorrere dall’anno scolastico 2016/2017, per la copertura dei posti dell’istituzione scolastica, il dirigente scolastico propone gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all’ambito territoriale di riferimento, prioritariamente sui posti comuni e di sostegno, vacanti e disponibili, al fine di garantire il regolare avvio delle lezioni, anche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti medesimi e della precedenza nell’assegnazione della sede ai sensi degli articoli 21 e 33, comma 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Il dirigente scolastico puo’ utilizzare i docenti in classi di concorso diverse da quelle per le quali sono abilitati, purche’ posseggano titoli di studio validi per l’insegnamento della disciplina e percorsi formativi e competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire e purche’ non siano disponibili nell’ambito territoriale docenti abilitati in quelle classi di concorso.

80. Il dirigente scolastico formula la proposta di incarico in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa. L’incarico ha durata triennale ed e’ rinnovato purche’ in coerenza con il piano dell’offerta formativa. Sono valorizzati il curriculum, le esperienze e le competenze professionali e possono essere svolti colloqui. La trasparenza e la pubblicita’ dei criteri adottati, degli incarichi conferiti e dei curricula dei docenti sono assicurate attraverso la pubblicazione nel sito internet dell’istituzione scolastica.7

81. Nel conferire gli incarichi ai docenti, il dirigente scolastico e’ tenuto a dichiarare l’assenza di cause di incompatibilita’ derivanti da rapporti di coniugio, parentela o affinita’, entro il secondo grado, con i docenti stessi.

82. L’incarico e’ assegnato dal dirigente scolastico e si perfeziona con l’accettazione del docente. Il docente che riceva piu’ proposte di incarico opta tra quelle ricevute. L’ufficio scolastico regionale provvede al conferimento degli incarichi ai docenti che non abbiano ricevuto o accettato proposte e comunque in caso di inerzia del dirigente scolastico. ”

Quindi non ci sarà più il meccanismo della scelta della scuola come per le supplenze o le immissioni in ruolo. Sei tu a doverti candidare presso una o più scuole per l’incarico triennale. Sarà poi il Dirigente Scolastico, valutato il tuo curriculum anche attraverso colloquio, a proporti l’incarico nella scuola che dirige. Se riceverai più proposte, potrai scegliere quella che riterrai più conveniente. Se non riceverai alcuna proposta, sarà l’Ufficio Scolastico a scegliere per te la scuola.

In che modo avverrà quest’ultima circostanza, è ancora tutto da scrivere.

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