Possibilità di avvalersi dell’opzione donna è legata alla verifica della disponibilità delle risorse da fare entro il 30 settembre di ogni anno

Gabriella  – Buongiorno, sono una docente di scuola superiore, ho maturato i requisiti necessari per accedere ad “opzione donna” il 31 agosto 2015 e quindi potrei fare domanda di pensionamento al 01 settembre 2016.  accedere all’opzione donna successivamente? Grazie

FP -Gentile Gabriella,

….bella domanda….e di seguito capirà il perché di questa mia affermazione.

I quesiti come il suo che giungono all’attenzione della redazione di O.S., sono tanti purtroppo personalmente non ho la certezza della risposta, in quanto a mio avviso c’è molta ambiguità.

In merito, fino a qualche anno fa, alla sua stessa domanda, avrei risposto, senza dubbi, in modo affermativo.

Infatti:

una volta maturati i requisiti per andare in pensione, si deve attendere la finestra di uscita senza necessariamente cessare a quella data, fatta eccezione per il pensionamento coatto.

Nel 2013 l’INPS e l’INPDAP, con le rispettive circolari, hanno chiarito che l’opzione donna così come previsto dalla L. 243/2004, è una sperimentazione a tempo limitato.

Conferma puntualmente arrivata con la Legge di Stabilità del 2015, che ha posto come termine ultimo pe la sperimentazione proprio il 31/2/2015. Pertanto solo cessando entro il 2015 si poteva ricorrere all’opzione (requisiti maturati al 31/12/2014).

La suddetta interpretazione, alquanto restrittiva in termini temporali (come più spesso ribadito in post precedenti), è stata superata proprio con diverse indicazioni date dallo stesso INPS, che in sostanza  ha fatto retromarcia.

Successivamente è intervenuta la Legge di Stabilità 2016, dove il comma 281 prevede che:

“… Sulla  base  dei  dati  di  consuntivo  e  del monitoraggio, effettuato all’INPS, il Ministro del  lavoro  e  delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e  delle finanze, entro il 30 settembre di ogni anno,  trasmette  alle  Camere una  relazione   sull’attuazione   della sperimentazione   di   cui all’articolo 1, comma 9, della legge 23  agosto 2004,  n.  243,  con particolare riferimento al numero  delle  lavoratrici interessate  e agli oneri previdenziali conseguenti e, in relazione alla
primo periodo del presente comma, anche al raffronto degli specifici  oneri previdenziali  conseguenti  all’attuazione  del  primo  periodo   del presente comma  con  le  relative  previsioni  di   spesa.   Qualora dall’attività di monitoraggio di cui al precedente  periodo  risulti un onere previdenziale inferiore rispetto alle previsioni di spesa di cui al primo periodo del presente comma, anche  avuto  riguardo  alla proiezione  negli  anni successivi,  con  successivo   provvedimento legislativo verrà disposto l’impiego delle  risorse  non  utilizzate per interventi con finalità analoghe a quelle  di  cui  al  presente comma, ivi compresa la prosecuzione della medesima sperimentazione.”

Pertanto, è vengo al mio personale dubbio:

la possibilità di avvalersi dell’opzione donna è legata alla verifica della disponibilità delle risorse da fare entro il 30 settembre di ogni anno.

La domanda da porsi è la seguente: la facoltà di utilizzare l’opzione donna per il pensionamento solo dopo la verifica delle risorse vale anche per quanti avevano maturato i requisiti al 31/12/2015 oppure vale solo per coloro che al 31/12/2015 non possedevano i requisiti?

L’auspicio è che chiariscano questa ambiguità, prima della prossima scadenza (per il personale della scuola) fissato per il 15 febbraio (data ultima per la presentazione dell’istanza “opzione donna”)

Per quanto possa valere, le segnalo una mia deduzione, frutto di un ragionamento puramente “elementare”: chi ha maturato il requisito per l’opzione donna entro il 31/12/2015, non dovrebbe (condizionale d’obbligo) rientrare nel meccanismo della verifica delle risorse finanziarie.

Preciso che potrei essere smentito fin da subito.

Posted on by nella categoria Pensioni
Versione stampabile
ads ads