Assistenza al figlio disabile ed esclusione dalla graduatoria interna d’istituto. Chiarimenti

Docente – sono un’insegnante, mamma di un minore disabile in condizione di gravità e usufruisco della 104 con relativi 3 giorni di permesso. Vorrei sapere se anche per il nuovo anno scolastico vale la regola in base al quale chi si trova nella mia condizione viene escluso dalla graduatoria interna di istituto per l’individuazione dei soprannumerari. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima docente,

all’art 13/2 del nuovo CCNI è specificato che ai fini dell’ESCLUSIONE DALLA GRADUATORIA D’ISTITUTO PER L’INDIVIDUAZIONE DEI PERDENTI POSTO:

I docenti beneficiari delle precedenze previste ai punti I), III), V) e VII) di cui al comma 1 del presente articolo e riconosciute alle condizioni ivi indicate, non sono inseriti nella graduatoria d’istituto per l’identificazione dei perdenti posto da trasferire d’ufficio, a meno che la contrazione di organico non sia tale da rendere strettamente necessario il loro coinvolgimento (es. soppressione della scuola, ecc.).

Il punto V è quello che prevede l’assistenza da parte del genitore, anche adottivo, al figlio disabile (art 3 comma 3 legge 104/92).

Ti preciso però che:

Qualora la scuola di titolarità sia in comune diverso o distretto sub comunale diverso da quello dell’assistito, l’esclusione dalla graduatoria interna per l’individuazione del perdente posto si applica solo a condizione che sia stata presentata, per l’anno scolastico 2016/17, domanda volontaria di trasferimento per l’intero comune o distretto sub comunale del domicilio dell’assistito o, in assenza di posti richiedibili, per il comune o il distretto sub comunale viciniore a quello del domicilio dell’assistito con posti richiedibili.

Quanto sopra non si applica qualora la scuola di titolarità comprenda sedi (plessi, sezioni associate) ubicate nel comune o distretto sub comunale del domicilio del familiare assistito.

L’esclusione di cui al punto V) in caso di assistenza al coniuge o ai figli con disabilità si applica anche in caso di patologie modificabili nel tempo (certificazione di disabilità “rivedibile”) purché la durata del riconoscimento travalichi il termine di scadenza per la presentazione delle domande di mobilità volontaria.

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