Riposi per allattamento e spezzone inferiore le 13 ore

Giorgio – vi scrivo in merito ai riposi per allattamento ed all’articolo seguente pubblicato su OS:  http://www.orizzontescuola.it/news/riposi-giornalieri-retribuiti-cd-allattamento-maternit-e-paternit-nella-scuola-diritti-e-doveri In cui si dice che si ha diritto ai riposi indipendentemente dall’orario settimanale che si svolge. Forte di queste informazioni, ho prodotto richiesta al DS il quale, pero’, contrariamente a quantodescritto dal vostro articolo, mi dice che i riposi non spettano per i docenti, come me, che hanno meno di 13 ore così come esplicitato nella circolare n.95 bis del 2006 dell’INPS. Il DS mi dice, anche, di cercare eventuali circolari/normative che abrogano la 95 bis, altrimenti, a suo parere, non maturo il diritto ai riposi. Vi chiedo se tali circolari/normative esistano. In caso negativo, chiedo come mai non avete tenuto conto di questa circolare nell’articolo. In attesa di leggervi in merito, ringrazio e saluto.

Paolo Pizzo – gentilissimo Giorgio,

credo che la DS stia prendendo un abbaglio.

La circolare citata, infatti, al punto 7.1 e 7.2 indica chiaramente che:

“In adesione ad analogo parere espresso, in merito alla sopra citata problematica, dal Coordinamento generale legale di questo Istituto, si precisa che, ai fini del diritto ai riposi giornalieri di cui trattasi (e al relativo trattamento economico), va preso a riferimento l’orario giornaliero contrattuale normale – quello, cioè, in astratto previsto- e non l’orario effettivamente prestato in concreto nelle singole giornate.

“Ne consegue pertanto che i riposi in questione sono riconoscibili anche laddove la somma delle ore di recupero e delle ore di allattamento esauriscano l’intero orario giornaliero di lavoro comportando di fatto la totale astensione dall’attività  lavorativa.”    

E addirittura per il personale in part time specifica:

“In linea con l’orientamento espresso in proposito dal Ministero vigilante– orientamento recentemente confermato dal Coordinamento generale legale dell’Istituto- la scrivente Direzione è pervenuta ad un’interpretazione di segno favorevole nella considerazione che la dizione letterale della norma (art. 39, comma 1, del citato testo unico) non pare interdire una siffatta possibilità, limitandosi soltanto a prevedere l’orario giornaliero di lavoro (6 ore) al di sotto del quale il riposo è pari ad un’ora, ma non anche l’orario di lavoro minimo necessario per poter fruire del riposo giornaliero.

L’eventuale coincidenza del riposo giornaliero con l’unica ora di lavoro, pur comportando la totale astensione della lavoratrice dall’attività lavorativa, non precluderà pertanto il riconoscimento del diritto al riposo in questione.”

 Quindi la questione delle 13 ore che circola su qualche sito sindacale è una pura invenzione. La stessa circolare sopra citata indica appunto come la norma non indichi l’orario di lavoro minimo necessario per poter fruire del riposo giornaliero!

Oltretutto voglio ricordare che su tale questione si è espresso a suo tempo il MIUR che sentito il Tesoro ed il Ministero del lavoro, con telex del 21 gennaio 1984 riconosceva il diritto ai riposi anche al supplente temporaneo con spezzone orario. 

l T.U., le circolari Ministeriali e soprattutto l’INPS non fanno che ribadire che il diritto ai riposi non può essere mai negato, neanche se tale diritto comporta la totale astensione dal lavoro.

Il T.U. infatti, che è e rimane il riferimento principale, impone una riduzione sull’orario giornaliero di lavoro e non menziona affatto il monte ore minimo che bisogna avere, e, come segnalato addirittura l’INPS ne consente anche la totale astensione dal lavoro pur di far rispettare questo diritto.

Pertanto la DS dovrà attenersi scrupolosamente al T.U. altrimenti incorre nel rischio di negare un diritto potestativo con la conseguenza di incorrere poi nelle sanzioni previste.

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