Esami di Stato secondaria II grado: quando decidere per le prove equipollenti

Sara – Gentile redazione, quest’anno svolgo una supplenza sul sostegno e seguo una ragazza che ha una programmazione per obiettivi minimi e che dovrà sostenere l’Esame di Stato a giugno. Svolgendo la simulazione di terza prova, l’allieva è andata
completamente in tilt e così mi sono messa in allarme. D’accordo con il CdC ho cercato nella normatva qualche appiglio per intervenire nel modo adeguato; nello specifico, abbiamo convenuto che per le sue esigenze, sarebbe utile avere a disposizione mappe concettuali in occasione della terza prova e dell’orale.

La normativa riguardo alle prove equipollenti mi pare tuttavia molto fumosa e non sono riuscita a rintracciare nulla di specifico che legittimi l’utilizzo di tale strumento compensativo. Ho letto anche la diagnosi in cui però non è evidenziato nessun tratto di DSA (che eventualmente potrebbe giustificare la scelta), si fa solo riferimento a un lieve ritardo mentale e a difficoltà nel gestire l’ansia.

In sostanza, vi chiedo: in questi casi è consentito l’uso di mappe concettuali in fase di Esame? Se sì, quali sono i relativi riferimenti normativi? Non vorrei abituare la ragazza a lavorare in questo modo e poi trovare una commissione d’Esame che non gli consenta l’uso delle mappe, nonostante la relazione H del 15 maggio.

Vi ringrazio per l’attenzione e resto in attesa. Distinti saluti

Maria Vitale Merlo – Le prove equipollenti devono permettere l’accertamento di una preparazione globale conforme a quella della classe e, nel caso di esame di Stato, il raggiungimento, da parte del candidato, della soglia di competenza giudicata necessaria ai fini del rilascio del titolo di studio.

Le prove equipollenti devono, quindi, essere omogenee con il percorso scolastico svolto e devono essere realizzate con le stesse “modalità tempi e assistenza” utilizzati nelle prove di verifica svolte durante l’anno e previste nel PEI. Devono essere strutturate in modo tale da poter dimostrare le conoscenze basilari delle discipline. Questo rispetto ai contenuti.

Quanto invece alle forme realizzative ritengo, considerato il senso “ampio “ che viene dato al termine equipollente (in riferimento alle “modalità” utilizzate durante l’anno) che possono essere anche forniti schemi e mappe, se in uso per lo svolgimento delle verifiche durante il corso dell’anno.

Il tutto deve ovviamente essere debitamente declinato nel documento del 15 maggio. (L. 104/92; D.Lvo 297/94; OM n. 90/01; Regolamento esami; OM. N. 11 Prot. n. 320 del 29 maggio 2015, art. 22)

Le prove equipollenti devono consentire di verificare che il candidato abbia raggiunto una preparazione culturale e professionale idonea per il rilascio del diploma attestante il superamento dell’esame.

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