Riduzione oraria per allattamento e anno di prova. Chiarimenti per il Dirigente.

Dirigente – Un’insegnante incaricata presso la mia scuola dal 4 settembre 2015, in astensione obbligatoria fino al 7/9/2015,entrata in ruolo nella fase B con destinazione Venezia, con differimento ha ripreso servizio presso il nostro Istituto il 10 novembre 2016. Avendo avuto due gemelli, ha chiesto il raddoppio delle ore di allattamento e quindi da una cattedra di 18 ore per l’insegnamento di lettere presso la scuola secondaria di I grado, le sono state tolte 10 ore (essendo il servizio su 5 giorni settimanali). Per venire incontro alle sue esigenze, le è stato fatto un orario di servizio su 3 giorni settimanali. Se si contano le ore effettive di servizio, non riesce a fare le 120 ore necessarie per poter svolgere l’anno di prova. Ma se si applica la riduzione delle ore in rapporto all’orario effettivo svolto (8 ore) sì. La domanda è: può svolgere l’anno di prova? Le sarei grata per una risposta veloce. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Dirigente,

in questo caso la riduzione oraria per allattamento è riconducibile ai fini della validità dell’anno di prova al part time o allo spezzone orario.

La CM 36167/2015 dispone che il superamento del periodo di formazione e prova è subordinato allo svolgimento del servizio effettivamente prestato per almeno centottanta giorni nel corso dell’anno scolastico, di cui almeno centoventi per le attività didattiche. Fermo restando l’obbligo delle 50 ore di formazione previste, i centottanta giorni di servizio e i centoventi giorni di attività didattica sono proporzionalmente ridotti per i docenti neoassunti in servizio con prestazione o orario inferiore su cattedra o posto.

Pertanto la riduzione oraria per allattamento che non può essere penalizzante per la docente, rientra nel caso della prestazione o orario inferiore su cattedra o posto indicato dalla Circolare. Quindi il servizio è proporzionato.

 

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