Permessi e ferie per il personale a tempo determinato

Monica– Buongiorno, sono destinataria di una supplenza breve dal 2 marzo al 2 maggio. Per motivi personali, dovrò assentarmi da scuola per otto giorni non consecutivi. Ho concordato con il preside la mia assenza, utilizzando tutti i giorni di ferie maturati più alcuni giorni di permesso non retribuito, che mi spetterebbero in base all’art.19 del contratto nazionale. Ovvero, che credevo mi spettassero… La Dsga mi ha informato che il mio contratto non prevede giornate di permesso non retribuito in quanto non è un contratto a tempo determinato fino al 30 giugno, ma una supplenza breve. Mi ha detto che tale informazione le è stata data dalla ragioneria generale e, se la scuola dovesse comunicare alla ragioneria la mia richiesta di permesso non retribuito, questa verrebbe immediatamente rigettata. È davvero così? Il CCNL non fa distinzione tra “supplenza a tempo determinato” e “supplenza breve”; dove sta scritta questa differenza? Esiste un riferimento di legge o è un’interpretazione della ragioneria generale? E soprattutto, che posso fare…? Grazie infinte,

Paolo Pizzo – Gentilissima Monica,

la DSGA ha torto.

L’art 19 del CCNL/2007 dispone che Al personale assunto a tempo determinato, al personale di cui all’art. 3, comma 6, del D.P.R. n. 399 del 1988 e al personale non licenziabile di cui agli artt. 43 e 44 della legge 20 maggio 1982 n. 270, si applicano, nei limiti della durata del rapporto di lavoro, le disposizioni in materia di ferie, permessi ed assenze stabilite dal presente contratto per il personale assunto a tempo indeterminato, con le precisazioni di cui ai seguenti commi.

Personale a “tempo determinato”….ciò vuol dire con qualsiasi contratto fosse anche di un solo giorno.

Si noti infatti che quando si è voluta fare la differenza fra supplenza breve a quella fino ad almeno il 30/6, il Contratto lo specifica chiaramente. Per esempio per la malattia:

19/3

Il personale docente ed ATA assunto con contratto a tempo determinato per l’intero anno scolastico o fino al termine delle attività didattiche, nonché quello ad esso equiparato ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico

19/10

Nei casi di assenza dal servizio per malattia del personale docente ed ATA, assunto con contratto a tempo determinato stipulato dal dirigente scolastico, si applica l’art. 5 del D.L. 12 settembre 1983, n. 463, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 1983, n. 638. Tale personale ha comunque diritto, nei limiti di durata del contratto medesimo, alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 30 giorni annuali, retribuiti al 50%.

Laddove invece non viene fatta alcuna differenza allora si intende come “determinato” indipendentemente dalla durata del contratto.

Nei giorni di permesso, per esempio, non c’è nessuna differenza.

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